LAZIO – 03 SET – Una polemica che da giorni anima le discussioni politiche e non solo nel basso Lazio. La chiusura dei punti di primo intervento regionali. Una questione che nei giorni scorsi ha visto anche la cittadinanza mobilitarsi con sit in di protesta nel sud Pontino. Tutti, istituzioni, cittadini, associazioni chiedono che il servizio sanitario venga potenziato anche in virtù dell’afflusso turistico che congestiona gli ospedali pontini durante la stagione estiva. Una querella che aveva indotto la Regione a convocare un tavolo previsto per il 5 settembre coi sindaci del basso Lazio per cogliere le istanze del territorio. Una polemica sorta quando il governatore Zingaretti aveva annunciato una rimodulazione dei punti di primo intervento che avrebbero perso alcune delle funzionalità a favore però di nuove case della salute, a Sabaudia e a Minturno ad esempio.

Questo è bastato però per alzare un polverone che da giorni offusca le discussioni politiche, sociali ed associazionistiche del basso Lazio. Oggi è arrivata la nota  dell’assessore regionale al ramo Alessio D’Amato che precisa come, in attesa dell’incontro del 5 settembre, annuncio in anticipo che non avverrà alcuna chiusura dei punti di primo intervento che continueranno regolarmente ad erogare i servizi di assistenza territoriale. Nell’incontro di giovedì poi si conosceranno poi i dettagli di una nuova offerta sanitaria in provincia di Latina, ma nel frattempo  nessuno tocchi i ppi.