LAZIO – 30 OTT – “Il Lazio è una delle regioni che presenta maggiore criticità per quanto concerne l’emergenza siccità e i relativi riflessi negativi per le aziende agricole. Come hanno dichiarato molti esperti è necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al niente. Va bene gestire la situazione attuale, particolare importante, ma è fondamentale cominciare a pensare ad una rioganizzazione della gestione delle risorse idriche del territorio al fine di poter sostenere quantitativamente e qualitativamente i periodi di emergenza che si presenteranno”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di forza Italia del Lazio e Presidente della Commissione Speciale riforme Istituzionali.

“Non credo ci sia bisogno di alcune professionalità speciali per capire che la gestione delle risorse idriche deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i sempre più frequenti e costanti periodi siccitosi. In questo processo organizzativo sia la Regione Lazio che l’attività dei consorzi di bonifica deve essere gestita in modo sinergico in modo da poter individuare sinda subito anche le principali criticità che le aziende agricole riscontro per via della mancanza di acqua.

E’ evidente che nonostante le condizioni climatiche abbiano la maggior parte della responsabilità per quanto concerne gli effetti devastanti sui raccolti, in questi ultimi mesi i consorzi di bonifica non hanno saputo interpretare i rischi che ora si stanno concretizzando, non mettendo in campo un’azione consona ai loro principali compiti verso le aziende agricole. Bloccati ovviamente da una situazione politico-amministrativa “indecente”, venutasi a creare a causa delle scelte del governo regionale che, al momento, ancora non è riuscita a completare il processo di riorganizzazione.

Credo sia indispensabile, pertanto, al momento, attivare un’attenta azione di monitoraggio volta non solo a capire le esigenze delle realtà imprenditoriali del territorio, prima che sia troppo tardi, ma anche individuare nuove soluzioni volte ad una attenta organizzazione della gestione delle risorse idriche presenti sul territorio”. Ha concluso Abruzzese.