MOROLO – 07 GIU – Una trappola di lamiera bloccata per cinque ore sotto il sole rovente nella campagna di Morolo, a otto chilometri dalla stazione di Anagni, lungo il tracciato TAV. Quella trappola si chiamava 9984, il treno Italo partito da Napoli alle 8:50 e diretto a Venezia, bloccato dalle 9:40 a causa di un guasto scaturito da un principio di incendio. L’emergenza è rientrata intorno alle 15 e le conseguenze sono state pesanti: una decina di persone soccorse dal 118 e due bimbi in ospedale per principi di disidratazione, il più piccolo di 20 giorni al Bambin Gesù di Roma, l’altro di tre anni allo “Spaziani” di Frosinone.

            Partiamo dall’inizio. Sulle cause di quel fumo stanno ora indagando gli inquirenti, ma sarebbe da addebitare alla rottura di un compressore, fatto sta che dal momento dello stop sono iniziate ore d’inferno per i 400 passeggeri. Uomini, donne e bambini bloccati all’interno del treno, senza climatizzazione, impossibilitati a scendere, a causa della pericolosità del tratto in cui il treno si era fermato. Subito è scattato il protocollo di sicurezza e la relativa macchina dei soccorsi. Quattro le ambulanze del 118 giunte sul posto, due eliambulanze da Latina, i Vigili del Fuoco, personale della Polfer, volanti della polizia e pattuglie dei carabinieri della compagnia di Anagni, più i volontari della protezione civile.

            Il primo tentativo di portare a termine il trasbordo in tempi brevi ed in sicurezza è fallito: il treno arrivato da Roma non ce l’ha fatta a trasportare il convoglio alla stazione di Anagni, per questo si è dovuto attendere ulteriormente. Intanto la temperatura saliva e solo l’andirivieni del personale di soccorso e la presenza sul posto delle forze dell’ordine, di vigili e volontari ha evitato il peggio. Il personale del 118 ha preso in carico i due bimbi e rassicurato chi magari più per la tensione, che per veri e propri malori, chiedeva aiuto. Altre otto persone.

             Il luogo di difficile accesso in cui si trovava il treno, ha reso complicato perfino portare delle semplici bottiglie d’acqua. Poi, grazie all’intuito del personale della Polfer è stato trovato un pertugio in cui si è snodato un vero e proprio corridoio di soccorso, in cui sono state trasportate 200 bottigliette d’acqua ai passeggeri, messe a disposizione dal bar della Stazione di Frosinone.

            Intorno alle 14 è stato dato il via libera al trasbordo in loco, sul convoglio che inizialmente era stato inviato per rimorchiare quello guasto. E’ finita così, dopo quasi sei ore l’odissea per i circa 400 passeggeri. I ritardi sulla linea TAV sono stati abissali: in pratica l’Italia che viaggia sulle rotaie veloci è stata letteralmente divisa in due. Trecento i minuti di ritardo registrati a Termini per i treni Italo, sessanta per le frecce. Peggio però è andata a chi era sul treno che ha subito il guasto: alle 10:05 dovevano essere a Roma, alle 14 a Venezia. Ed invece sono ripartiti alle 15, da Morolo e dopo sei ore in condizioni pessime, alleviate solo dalla presenza costante dei soccorsi.