Patrica – A quarant’anni dalla strage Mattarella ricorda Calvosa

PATRICA – 08 NOV – Quarant’anni fa, come quest’oggi, a Patrica c’era il sole, una mattinata limpida. Una mattinata come tante per il Procuratore della Repubblica di Frosinone Fedele Calvosa il quale però non sapeva che ad un normalissimo incrocio, che da sei anni ormai superava distrattamente, lo attendeva la morte. Una raffica di mitra in pochi istanti ha ucciso il procuratore, l’agente di polizia Giuseppe Pagliei di Giuliano di Roma e Luciano Rossi, l’autista, raggiunto durante la fuga e finito con un colpo al volto. A rivendicare l’attentato le formazioni comuniste combattenti, il motivo risiedeva nella richiesta di comparizione per 19 operai di una fabbrica tessile di Frosinone, accusati di violenza privata durante una protesta. Tanto bastava allora per emettere una condanna a morte.

            Oggi, nel quarantennale, il presidente della Repubblica Mattarella ha voluto ricordare quel sacrificio: “Magistrato rigoroso e riservato, il procuratore Calvosa – afferma il Capo dello Stato – interpretava l’incarico direttivo rivestito con autentico spirito di servizio, fondando la sua autorevolezza sulla indiscussa levatura morale”. Mattarella poi ha contestualizzato quanto stava accadendo in Italia in quel periodo, giorni bui da cui neanche la Ciociaria fu esente.

            “In quegli anni così difficili per il Paese, l’omicidio di Fedele Calvosa si inseriva nel disegno criminoso volto a sferrare un attacco mortale a uomini considerati pericolosi perché fedeli ai valori della Costituzione. A distanza di quarant’anni dal barbaro assassinio, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime, che in questi lunghi anni ne hanno costantemente ricordato l’esempio, così mantenendo vivo ed attuale – conclude Mattarella – il senso del loro sacrificio”.