PIEDIMONTE S.G. – 28 AGO – Le tute rosse dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano non hanno fatto in tempo a rientrare che subito sono arrivati nuovi giorni di cassa integrazione per settembre. La direzione aziendale ha infatti comunicato che il 23 settembre e dal 30 dello stesso mese fino al 5 ottobre, ci sarà uno stop su tutti e tre i modelli.

     Le buste paga dei lavoratori sono sempre più leggere. Ad agosto – tra cassa integrazione e ferie – la fabbrica ha riaperto i battenti solo martedì. Facendo i conti on questo mese le tute rosse lavoreranno solo 4 giorni: un trend negativo che ha segnato tutta la prima parte del 2019: in media nello stabilimento cassinate si è lavorato 8-9 giorni al mese. A farne le spese anche l’intero indotto.

     E viste le nuove date di cassa, gli ultimi mesi dell’anno non fanno certo ben sperare in un cambio di marcia. Soprattutto vedendo i dati delle vendite del gruppo Fca e, più in generale, un mercato dell’automobile in sofferenza in tutto il vecchio continente.

     Uno scenario negativo mentre si attende l’arrivo del Suv Maserati e i restyling anche con il cuore ibrido per Giulia e Stelvio. A fare il punto sulla situazione sono i sindacati. «Da qui ai prossimi mesi sono previste altre fermate per cassa integrazione – ha affermato Mirko Marsella della Fim Cisl – Un’inversione di tendenza la vedo dura, a meno che il mercato non ci dia delle sorprese, la tendenza non cambierà. I dati li conosciamo, la situazione internazionale è difficile con un mercato dell’automobile in sofferenza».

      «La prospettiva è peggio dei primi sei mesi – ha commentato invece Francesco Giangrande segretario provinciale Uilm – Nel periodo invernale è strutturale il calo, quindi le aspettative per l’inverno e la primavera del 2020 non sono nient’altro che positive. Credo che qualcosa possa muoversi a metà dell’anno, anche se un solo modello potrebbe non essere sufficiente. E’ vero – ha concluso Giangrande – che Stelvio inizierà la produzione ibrida (forse nel 2020), ma è chiaro che al momento tutto resta un’incognita».