POMEZIA – 18 APR – 4.459 dichiarazioni dei redditi presentate all’agenzia dello Stato in cui veniva richiesto il rimborso allo Stato per prestazioni mediche pari a 52 milioni di euro. La guardia di finanza di Castellamare  di Stabia ha scoperto però che quelle spese di fatto non erano mai state sostenute.  Così in mattinata è arrivato il blitz che ha coinvolto decine di reparti delle fiamme gialle sparsi sull’intero territorio nazionale. Perchè la truffa portata alla luce dai finanzieri trova in Campania il suo cuore pulsante ma coinvolge decine di città sparse  in tutta Italia, tra cui Pomezia. In mattina come disposto dal gip di torre annunziata, su richiesta   della procura, i finanzieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo pari a 25.113.098,00 euro tra beni e soldi, riconducibili ai 28 indagati, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, al falso e alla sostituzione di persona.

Le indagini sono partite nel settembre 2015 ed hanno portato alla luce pian piano il raggiro. Tutto è nato da un accertamento che ha evidenziato come a numerosi moduli 730 mancasse la documentazione allegata attestante le spese mediche sostenute. 4.459 le dichiarazioni dei redditi finite poi nel mirino degli investigatori, relative al 2013-2014-2015 in cui venivano richiesti rimborsi irpef per spese mediche pari a 52 milioni di euro. A quel punto è emerso il modus operandi del gruppo: i contribuenti titolari delle dichiarazioni, una volta ricevuto il rimborso dovevano devolvere ai membri del gruppo criminale un compenso che oscillava tra il 30 ed il 50% della somma ricevuta per una somma sottratta all’erario  che supera i 25 milioni di euro, recuperati in mattinata con l’esecuzione del sequestro preventivo, in attesa della confisca attraverso la quale questi soldi (in contante o in beni) torneranno allo Stato.