PONZA – 05 GEN – Stava per conoscere un epilogo tragico il grave incendio che nella notte tra giovedì e venerdì ha distrutto la boscaglia che si trova ai piedi dell’abitato della frazione de Le Forna a Ponza. Le fiamme, alte anche diverse mesi, sono divampate improvvisamente per la caduta di un cavo dell’alta tensione che, spezzandosi forse perché lesionato, ha provocato l’incendio la cui opera di spegnimento è stata decisamente complicata, pericolosa e lunga. Hanno dovuto sudare le proverbiali sette camice i volontari dell’associazione di protezione civile “Isole Ponziane” che, guidati da Alessandro Romano, non hanno potuto utilizzare l’autobotte destinata da anni dalla Regione alla principale isola pontina. Il mezzo, a conclusione dell’ultima stagione estiva, era stato ritirato dalla direzione regionale della protezione civile per essere sottoposto a revisione ma, concluso l’adempimento di legge, non ha fatto più ritorno a Ponza. Il neo sindaco isolano Franco Ferraiuolo aveva inoltrato diversi solleciti alla Regione per riottenete la necessaria autobotte per tutte le evenienze del caso ma, alla distanza, è venuto a conoscenza della sua nuova destinazione: Giudonia, comune in provincia di Roma. Ferraiuolo di questo problema se ne è fatto portavoce in una lunga telefonata effettuata dal neo Prefetto di Latina Maria Rosa Trio  che ha chiesto ed ottenuto, all’alba, un sopralluogo dei Vigili del Fuoco per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e le sue conseguenze nei pressi della principale frazione di Ponza. I volontari della protezione civile isolana hanno davvero rischiato grosso perché  non sapevano che la causa del rogo fosse il cavo dell’alta tensione, poi disattivato dai tecnici della Sep, la società che si occupa della gestione dell’energia elettrica  sull’isola. I volontari e gli stessi isolani – per la cronaca – dopo un’ora hanno avuto ragione delle fiamme utilizzando lunghi tubi d’acqua collegati all’utenze delle abitazioni più vicine al rogo.