ROMA – 15 FEB – Nell’ultimo quadriennio, il Tar del Lazio è stato attraversato da un significativo afflusso di contenzioso, che ha incrementato in modo rilevante il numero dei ricorsi introitati negli anni più recenti. Il dato emerga dalla relazione del presidente Carmine Volpe per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2017. I dati. Nel 2016 i nuovi ricorsi sono diminuiti, nell’insieme dei Tar, di poco più del 12 %. Di tale diminuzione “ha beneficiato anche il Tar del Lazio ma in misura di gran lunga inferiore alla media, attestandosi su una percentuale di decremento davvero minima. Questa sostanziale controtendenza rispetto al dato nazionale comporta che l’incidenza dei ricorsi depositati presso il Tar del Lazio sul totale nazionale è significativamente aumentata”. Riguardo poi i dati riguardanti la distribuzione del carico complessivo dei ricorsi pervenuti tra le singole sezioni interne, “per le dodici sezioni alcune costituite sa soli tre e quattro magistrati – ha detto Volpe -,la media di ricorsi pervenuti nell’anno è stata pari a circa 1300 per sezione. Inoltre, alcune sezioni interne hanno introitato nel corso dell’anno da sole più ricorsi di quelli pervenuti presso ciascuno dei Tar del centro-nord, con l’unica eccezione del Tar Lombardia. La diminuzione del numero dei provvedimenti emessi è senz’altro da ricondurre alla circostanza che nel corso del 2016 il tribunale ha operato in una situazione di organico di straordinaria criticità. In ogni caso, il rapporto tra ricorsi definiti e ricorsi pervenuti nell’anno fa registrare un segno positivo pari a 1,18”. E con riguardo all’arretrato, per il presidente del Tar del Lazio “si potrebbe pensare alla costituzione di un ufficio spoglio sulla falsariga di quello che è avvenuto in Corte di Cassazione. Non solo per la ricerca dei ricorsi per i quali si rileva una causa di inammissibilità, ma anche per una prima selezione di ricorsi maturi per la decisione nel merito, oppure per i quali vi siano esigenze istruttorie. E’ evidente però che l’operatività di un ufficio spoglio non è ipotizzabile in una situazione di carenza di organico di magistrati”. L’ultimo messaggio è la segnalazione delle “difficoltà nella comunicazione istituzionale, con la conseguente esigenza di organizzare un adeguato servizio stampa in grado assicurare la corretta diffusione mediatica dei provvedimenti giurisdizionali di impatto sull’opinione pubblica”.