ROMA – 10 OTT – Scoperto dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma un giro di usura milionario che ha visto come vittima un imprenditore della capitale: a fronte di un prestito di iniziale di 630.000 euro ha dovuto dare in sei anni la somma di 4.246.000 euro circa, pari all’interesse complessivo di circa il 674%. I militari hanno arrestato un 45enne accusato di usura aggravata e continuata e tentata estorsione commessa a Roma in concorso con un’altra persona che risulta indagata. Anche il defunto padre dell’arrestato era usuraio, un’attività che si tramandava dunque da generazioni. Le indagini sono state avviate a febbraio 2017, a seguito della denuncia dell’imprenditore, operante nel settore della torrefazione del caffè. L’arrestato gli ha elargito prestiti per centinaia di migliaia di euro e in cambio la vittima è stata costretta a rilasciare, quale garanzia, assegni – comprensivi dell’importo del prestito ottenuto e degli interessi sull’operazione – e a sottoscrivere scritture private attestanti falsamente la vendita di beni immobili o di opere d’arte di ingente valore. Le scritture private servivano a garantire il pagamento del prestito e a giustificare, agli occhi degli inquirenti, le transazioni di denaro tra l’usuraio e la vittima. Nel momento in cui la vittima non è riuscita a corrispondere gli interessi pattuiti, lo “strozzino” è divenuto proprietario dei beni promessi al momento del prestito, dando esecuzione ai fittizi contratti di compravendita; nel contempo, ha promosso azioni legali sulla base degli assegni in suo possesso, determinando così il fallimento o il pignoramento di beni a danno dell’ imprenditore usurato. Vittima dell’usuraio anche un gallerista d’arte romano che ha subito danni per milioni di euro. Sequestrati due terreni edificabili del valore di circa 7 milioni (di cui uno a Paliano) e 10 quadri di pittori contemporanei forse frutto di estorsione.