Siccità – M5S a Zingaretti: “Stato calamità non risolutivo”

ROMA – 16 LUG – “Zingaretti, come sempre quando c’è un’emergenza, fa il possibile per scaricare le responsabilità dalla Regione, ora che il Lazio affronta il problema della poca disponibilità idrica, invece di mettere davanti ai propri doveri i gestori idrici che non hanno realizzato la necessaria manutenzione delle reti, preferisce dichiarare lo stato di calamità naturale e far ricadere sul Ministero la responsabilità, svincolando il gestore dalle responsabilità previste dalla carta dei servizi”. Lo afferma Gaia Pernarella, capogruppo del M5S Lazio.

“Il sud pontino da oltre un mese è soggetto a un razionamento idrico causato dalle straordinarie condizioni meteorologiche e dalla dispersione vicina al 69% e le opzioni ventilate per superare questa crisi non sono definitive, ma palliativi che non farebbero altro che rimandare l’emergenza alla prossima estate – aggiunge – i dissalatori proposti da alcuni sindaci aumenterebbero l’inquinamento delle acque superficiali in una zona che già ospita un allevamento ittico e il trasporto via nave graverebbe in maniera consistente sul prezzo al metro cubo e quindi sulle bollette che non prevedono alcun tipo di sgravio economico per compensare i disservizi di questi giorni. Per dare risposte al territorio abbiamo depositato una nuova interrogazione dopo le tante già inviate all’attenzione della giunta, con la quale chiediamo a Zingaretti e Refrigeri di commissariare gli Ato regionali inadempienti. Noi, e il resto del Lazio che lotta in questi giorni con una crisi idrica con pochi precedenti, vorremmo anche sapere quali saranno i tempi di attuazione dell’art. 4 bis della legge regionale 5/2014, ovvero il ‘Piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano’ che prevede anche misure di risoluzione di problematiche come quelle che stiamo affrontando senza bisogno di dichiarare uno stato di calamità che non risolve niente”.