SORA – 05 APR –  18 maggio alle ore 10. Quel giorno la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione si pronuncerà sul ricorso presentato dalla Procura Generale e dai legali di Gilberta Palleschi, uccisa il 1 novembre  del 2014, contro la sentenza della Corte D’Appello che aveva ridotto la condanna per il suo assassino.

Il 23 febbraio del 2017 in secondo grado, infatti, Antonio Palleschi, il muratore che ha aggredito, ucciso e gettato il cadavere della professoressa in un dirupo a Campoli Appennino, si era visto ridurre la condanna a 20 anni, piu’ tre di Rems.

I giudici d’Appello avevano riconosciuto la semi-infermità mentale sulla base di una perizia psichiatrica: in primo grado, invece, l’uomo era stato condannato all’ergastolo. Ora si attende la decisione della Corte Suprema.

I giudici di terzo grado non entreranno nel merito ma si limiteranno a verificare la corretta applicazione delle norme di diritto.

La Cassazione può, dunque, confermare quanto stabilito dai giudici di secondo grado ma può anche disporre l’annullamento con rinvio della sentenza davanti ad una sezione diversa della Corte d’Appello. E questa è la richiesta e l’auspicio di Procura Generale e legali della professoressa barbaramente uccisa.

L’avvocato della famiglia di Gilberta, Massimiliano Contucci, confida in un nuovo processo e, soprattutto, in una nuova perizia psichiatrica, questa volta collegiale, su Antonio Palleschi.

La prima perizia, molto contestata, e che ha contribuito a ridurre l’entità della pena, ha stabilito che Antonio Palleschi ha una lesione cerebrale a causa di un incidente, avvenuto a metà anni ’90, e questo non gli consente di frenare i suoi impulsi. Per l’avvocato Massimiliano Contucci quella perizia non ha riscontro oggettivo ed è solo di natura accademica.

Tra poco più di un mese sapremo cosa deciderà la Suprema Corte di Cassazione.