TERRACINA – 30 OTT – Il giorno dopo la città di Terracina si ritrova spaesata. Il centro è un cimitero di alberi e di auto sventrate dalla furia del vento. Case devastate e solo il rumore dei mezzi e delle motoseghe ad operare. La notte è stata di lavoro intenso per cercare di liberare le strade e dare alla città una parvenza di normalità, per quanto possibile. Fare una conta dei danni è al momento impossibile, ma la città è stata colpita in maniera durissima.

Oltre alla vittima, Nunzio Cervoni di 57 anni, ci sono un ferito in codice giallo, l’uomo che era in auto con lui, ed altre otto persone in codice verde. Gli sfollati sono oltre cento, il comune ha dato disponibilità ad assisterli e gran parte hanno trovato ricovero nelle strutture ricettive della città. Una casa di riposo è stata evacuata ed alcuni degli ospiti sono stati spostati in strutture sanitarie.

I danni sono evidenti ovunque, sia nella zona di Viale della Vittoria dove ha trovato la morte Cervoni, ma anche nella zona più alta, quella antica della città. Sono diversi gli edifici pubblici e privati inagibili, con i palazzi che hanno profonde ferite, soprattutto nella zona di Via Appia.

Intanto comincia a muoversi la politica, con il senatore Ruspandini che chiede a governo e regione di intervenire per non lasciare sola Terracina, tra le capitali del turismo del Lazio. Pino Simeone di Forza Italia chiede a Zingaretti di muoversi: “Tutte le istituzioni di fronte a questa tragedia devono farsi parte integrante della risoluzione dei problemi”. “Tutti insieme ci rialzeremo, forza Terracina ti amo”, questo il commento del deputato terracinese della Lega Zicchieri. “Forza gente mia, forza Terracina”, queste le parole del sindaco. Una forza che la città dovrà trovare per tornare più bella di prima.