VELLETRI/APRILIA – 21 APR – Un sistema semplice e banale come lo hanno definito i finanzieri della compagnia di Velletri  ma che allo stesso tempo ha permesso ad 11 soggetti di mettere in piedi una frode fiscale nel settore degli elettrodomestici e hi-tech per oltre 15 milioni di euro. Le menti del raggiro erano tutte radicate nei Castelli Romani tra Velletri e Lanuvio. Da lì partivano le telefonate ad aziende sparse sull’intero territorio nazionale. Gli operatori del call center dedito alla frode, alcuni romani altri pontini,   acquistavano merce varia. La prima, la seconda volta il debito veniva saldato. A partire dalla terza   i prodotti acquistati da decine di società sparse sull’intero territorio nazionale venivano pagati  con assegni falsi o rubati.

Le aziende da truffare venivano scelte a caso, da un banale elenco telefonico. Quelle a cui rivendere invece la merce non saldata erano ben note, gestite da   imprenditori  compiacenti al gruppo.

Undici le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria di Velletri   per i reati di frode fiscale, riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Tra i soggetti finiti nella rete degli inquirenti anche un uomo di Aprilia, seppure con ruolo minore all’interno del gruppo che si avvaleva di giovani che venivano retribuiti con 500 euro al mese con il compito di procacciare aziende da truffare.

Evidenze investigative che sono culminate  nell’operazione delle fiamme gialle ribattezzata “White Paper” che, con la collaborazione della Polizia di Stato del Commissariato di Ottana (Nuoro), ha visto l’esecuzione di diverse perquisizioni locali anche in altre province italiane dove è stata trovata documentazione contabile ed extra contabile utile alla ricostruzione dei fatti, oltre ad assegni rubati e documenti falsi, due divise dei Vigili del fuoco, armi illegalmente detenute con vario munizionamento, chiavette USB, token per la movimentazione di capitali all’estero, soprattutto Slovenia e Polonia, dove il gruppo aveva acceso società con il solo scopo di ripulire l’attività illecita.

Oltre alle denunce a carico degli 11,  per alcune imprese coinvolte nella frode, la Procura della Repubblica di Velletri ha avanzato istanza di fallimento in virtù della grossa mole di debiti maturata nei  confronti del Fisco.