VENTOTENE – 08 LUG – Se a causa della gravosa emergenza idrica non sono buoni i rapporti tra i comuni del sud-pontino ed Acqualatina, sono senz’altro pessimi quelli instaurati dal neo sindaco di Ventotene , il notaio Gerardo Santomauro, con i vertici dell’ente gestore. Il pomo della discordia  non è rappresentato dalla carenza idrica ma dallo strumento che Acqualatina vuole utilizzare per prevenirla in futuro, i dissalatori. Appena insediato, il neo sindaco aveva emesso un’ordinanza per bloccare nei pressi del porto borbonico l’installazione della struttura giunta da Formia a bordo di un traghetto della Laziomar. I lavori sono stati fermi alcuni giorni, il tempo che il Tar del Lazio raccogliesse un’istanza di sospensiva di Acqualatina che ha fatto leva  come l’installazione del dissalatore,  l’unica soluzione in grado di garantire un approvvigionamento idrico autonomo per la seconda isola pontina, sia un’opera prevista da un protocollo ad hoc sottoscritto con il Comune e la Regione Lazio per garantire- come peraltro giù avvenuto in molte isole italiane -alte prestazioni, sia in termini di approvvigionamento, che di tutela dell’ecosistema marino. La vendetta   – si far per dire – del sindaco di Ventotene non si è fatta attendere. Santomauro ha presieduto una riunione d’urgenza della Giunta che ha revocato la delibera con cui, il 14 dicembre 2015, era stato concesso ad Acqualatina un locale comunale in via Roma, adiacente alla biblioteca, per realizzarvi il cosiddetto “Punto Acqua”, uno sportello dove fornire assistenza e informazioni all’utenza isola. La giunta ha precisato che questii locali ora servono all’amministrazione comunale per finalità sociali e ha anche revocato la relativa convenzione con l’ente gestore, il quale – quanto prima – avrà una rendicontazione con cui dovrà versare i canoni di locazione per l’occupazione dell’immobile di proprietà comunale