VEROLI – 04 GEN – Arrivati in quella sala slot di Veroli per un controllo nell’ambito di un servizio antidroga, i poliziotti della Questura di Frosinone hanno scoperto una frode informatica.

E’ quella – secondo le accuse – messa in atto da un 34enne, originario proprio di Veroli, titolare dell’attività commerciale in città.

A scoprire che qualcosa non andava in quel locale è stato il fiuto dei cani poliziotto che ha portato gli agenti della Squadra Volante, diretti dal dottor Flavio Genovesi, ad ispezionare il retro dell’attività commerciale.

Nel controllare la sala server i poliziotti hanno trovato 5 telecomandi. Secondo le accuse venivano utilizzati dal 34enne per manomettere il numero delle giocate reali.

Facendo un esempio: se su una macchinetta avevano giocato 100 persone lui – stando sempre alla ricostruzione degli inquirenti –  manometteva il contatore facendone risultare 20 di giocate, in modo da abbassare le quote da dare al Fisco ed ottenendo, dunque, una profitto economico.

Per lui è scattata la denuncia per frode informatica: gli agenti della Questura, nel frattempo, hanno richiesto una perizia al Monopolio di Stato per capire se il 34enne, oltre a frodare il fisco, abbia truffato anche i clienti. L’attività, intanto, è stata sequestrata.