VITERBO – 24 GEN – Viterbo, Nettuno, Pomezia, Cisterna di Latina, Frascati, Monteporzio Catone, Tivoli, Marcellina, Roma: sono tre le province del Lazio coinvolte nella vasta operazione condotta dalla guardia di finanza di Viterbo che ha sgominato una banda dedita alla truffa e alla ricettazione per guadagni che superavano i 500 mila euro. 20 le persone denunciate, tra Lazio e Campania, ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei reati di truffa aggravata e ricettazione di beni.

Il sistema di frode ripercorso dalle  fiamme gialle era organizzato in più livelli.  I militari ritengono che un gruppo ristretto di persone  acquistava ingenti quantitativi di scarpe da lavoro,  attraverso canali regolari per poi rivenderla in mercati paralleli a prezzi concorrenziali, a danno dell’ignaro fornitore.

I finanzieri ritengono che i  membri dell’organizzazione riuscissero a concretizzare le truffe presentandosi come accreditati agenti di vendita per la zona del Lazio e Campania. In alcuni casi la merce veniva piazzata con falsa documentazione contabile e fiscale a società compiacenti, in altri casi ad ignari acquirenti.

Ed è qui che si stanno ora concentrando le indagini delle fiamme gialle, per capire quanti di quegli acquirenti fossero davvero a conoscenza del raggiro.

Nel corso dell’attività 46 sotto state le perquisizioni effettuate dai finanzieri  tra le province di Viterbo, Roma, Latina e Caserta, conclusesi con il sequestro ed il ritiro dal mercato di 1000 articoli commercializzati illecitamente per un valore che supera il mezzo milione di euro.