MINTURNO – 04 GEN – L’utente non può pagare i ritardi e le inadempienze del gestore.

Con queste motivazioni il Giudice di Pace di Gaeta ha annullato il debito reclamato da Acqualatina nei confronti di una cittadina di Formia. La signora nel 2015 aveva ricevuto un atto di citazione da parte del gestore del servizio idrico nel pontino in cui, senza alcuna precedente comunicazione di sollecito, si pretendeva il pagamento di 2.380 euro relative alla fornitura di acqua negli anni dal 2003 al 2008. Un periodo in cui l’utenza risultava intestata al coniuge ormai deceduto.

La donna si è affidata a Confconsumatori Latina e ha ottenuto non solo l’annullamento della richiesta ma anche il rimborso delle spese legali.

Né le bollette in questione né altro tipo di sollecito risultavano essere stati recapitati prima della notifica dell’atto di citazione.

Acqualatina, seppur espressamente dovuta a depositare la documentazione comprovante la effettiva titolarità del diritto, secondo il Giudice non aveva provveduto e pertanto non aveva fornito prova utile a dimostrare che il diritto vantato non fosse caduto in prescrizione.

Di conseguenza il Giudice di Pace di Gaeta nei mesi scorsi ha dichiarato la prescrizione del diritto e contestualmente ha annullato il debito, condannando la società Acqualatina al pagamento delle spese di lite.

«L’utente ha visto così tutelata la sua posizione – ha dichiarato l’avvocato Franco Conte legale della Confconsumatori Latina –  poiché l’Ente Gestore non può accorgersi dopo oltre cinque anni di avere un diritto di credito per presunte fatture non pagate e richiedere quindi pagamenti per periodi di fornitura cosi indietro nel tempo”.

Fonte Foto: ANSA