NETTUNO – 30 LUG – Una ritorsione. Per vendicare un arresto. Far capire chi comanda. Che è la malavita ad avere il controllo del territorio e non le forze dell’ordine. E allora, il modo migliore per farlo capire, alla Guardia di Finanza ed alla gente, è bruciare una delle macchine degli investigatori. Non una di quelle personali. Ma proprio quella di servizio: con il lampeggiante e la scritta Guardia di Finanza. C’è questo dietro all’incendio del 2 febbraio che ha distrutto un’auto delle fiamme gialle  parcheggiata davanti la caserma di Nettuno.

            In sei mesi gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto ed oggi hanno arrestato due persone: li accusano di essere i mandanti dell’incendio.  Si tratta di due uomini, italiani di 37 e 35 anni.

            La visione di centinaia di ore di registrazione delle telecamere di sorveglianza dei negozi e degli uffici pubblici presenti nella zona aveva già permesso di individuare l’esecutore materiale del gesto. Era subito stato arrestato.

            All’appello mancava chi gli aveva ordinato di farlo.

In particolare, come è emerso dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, l’incendio sarebbe stato commissionato da un noto pregiudicato locale, Pasquale Iovinella 37 anni.

            Dalle indagini è emerso che voleva vendicarsi: la Guardia di Finanza lo aveva arrestato il 13 settembre dello scorso anno, quando fu trovato in possesso di diverse dosi di cocaina.

            Le indagini dicono che si sia appoggiato ad una persona incensurata, di 35 anni, una guardia giurata: tramite quell’insospettabile avrebbe commissionato l’incendio, pagato poche centinaia di euro. In questo modo, gli esecutori non conoscevano il mandante. Ma solo l’intermediario.

            Materialmente, dicono le fiamme gialle, il fuoco è stato appiccato da un minorenne egiziano che ha agito incappucciato. All’epoca dei fatti, era ospitato presso una casa famiglia di un piccolo paese della provincia di Latina.

            Il ragazzo, il 2 febbraio in base alla ricostruzione dei militari è stato appositamente accompagnato a Nettuno da un altro egiziano, gestore di un autolavaggio a Latina.

            Nel mese di maggio, i Finanzieri hanno proceduto al fermo di quest’ultimo, che, tuttora, si trova presso il carcere di Velletri, mentre, su disposizione del Tribunale dei Minorenni di Roma, hanno applicato al minore hanno applicato la misura cautelare del collocamento in una Comunità.

            Oggi i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno hanno proceduto all’arresto dei due italiani.

            Il mandante nel frattempo era già tornato in carcere. Lì gli è stato notificato oggi il provvedimento. A marzo infatti, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma nell’ambito dell’operazione “Gallardo”, aveva arrestato il 37enne poiché ritenuto uno dei componenti di un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

            Invece l’intermediario, il 35enne, è stato rintracciato presso la propria abitazione e condotto presso il carcere di Velletri.