FROSINONE – 30 GEN – I punti di sutura che sembravano reggere, alla fine sono saltati: la ferita all’interno del PD di Frosinone, dopo le coltellate delle elezioni provinciali, è tutt’altro che rimarginata ed ha ricominciato a perdere sangue. Il segretario ed il Presidente del PD di Frosinone, Costanzo e Battisti, hanno riacceso oggi il fuoco della polemica ed il destinatario è proprio il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, le cui scelte saranno oggetto di un’assemblea del PD alla presenza del numero uno regionale Melilli.

Quello che Costanzo e la Battisti mettono sul piatto, è il grande lavoro messo in atto in questi mesi dalla federazione ciociara, impegnata a guardare al futuro, specie in vista delle prossime elezioni amministrative, ma anche con un occhio al prossimo congresso che dovrà ridefinire i vertici del Partito Democratico in Provincia di Frosinone. In quest’ottica si inserisce il regolamento per le primarie nei comuni al di sopra dei 5000 abitanti, ma anche le direzioni provinciali e le assemblee convocate in questi mesi, in cui si è cercato di evitare il più possibile lo scontro, la guerra tra opposte fazioni.

Tutto questo però, secondo segretario e presidente, non è servito. “Nella contrapposizione interna – si legge nella nota congiunta – non si è mai pronti a riconoscere i meriti di un lavoro svolto nel partito, che ha portato ad un contributo prezioso al dibattito interno”. Proprio in questi giorni infatti, quando il segretario regionale Melilli, convocava i vertici del PD Provinciale per parlare del lavoro comune nel partito, per cercare di rasserenare gli animi ed impostare una linea comune, è arrivato lo sgarro da Piazza Gramsci.

“Antonio Pompeo non contribuisce alla distensione dei rapporti politici, distribuendo le deleghe in provincia senza avviare un confronto con il PD, che avrebbe potuto portare ad un avvicinamento e ad una collaborazione col presidente”. Un rammarico ancor più forte se si considera la vicepresidenza al Nuovo Centrodestra dicono Costanzo e Battisti. Su questo si aprirà la discussione in una assemblea provinciale in presenza del segretario Melilli, ma intanto la ferita nel PD riprende a sanguinare.