Cassino – 77 anni fa la distruzione, Salera: “Che sia simbolo di rinascita, esempio per il mondo intero”

Cassino Kaputt: così i tedeschi assiepati lungo la linea Gustav comunicarono ai loro comandanti che la città di Cassino era stata rasa al suolo dopo una intera giornata di bombardamenti angloamericani che il 15 marzo 1944 distrussero la città.

Ad un mese dal bombardamento di Montecassino, toccò anche alla comunità a valle patire le conseguenze di una battaglia che aveva l’unico obiettivo di sfondare la linea gustav e scardinare la posizione difensiva tedesca proprio a Cassino.

Una città che con la seconda guerra mondiale ha perso tutto, la storia, i suoi antichi palazzi, le botteghe, i viali, le   scuole, e finanche l’antico monastero benedettino. Ma a distanza di decenni da  quelle macerie è risorta la voglia di ricostruire quanto era stato barbaramente annientato in un quel 15 marzo del ’44.

Ed allora a piedi i cittadini ciascuno con una pietra, un sasso, una lastra, salivano l’antico monte per collaborare alla ricostruzione dell’abbazia di San benedetto. Mentre a valle la città iniziò a riprendere forma e colore, tornarono le scuole, le botteghe, si costruirono case e palazzine, scuole e viali.

Questo resta di quel 15 marzo 1944: la forza di  risorgere dalle macerie, oggi più che mai simbolo di  speranza e rinascita. Come il sindaco Enzo Salera ha voluto ricordare in occasione della deposizione della corona d’allora ai caduti sotto il peso delle bombe.