Cassino – Commercio e turismo, istituito il tavolo di crisi: “In un anno tre aziende su 10 hanno chiuso i battenti”

Il 30 % della attività delle provincie di Frosinone e Latina ha chiuso i battenti nell’ultimo anno. E’ cominciato così il tavolo di crisi con i commercianti   riunitosi in Comune a Cassino, con i numeri che ha dato il presidente di Confimprese D’Amico, nella sua qualità anche di membro della Camera di Commercio Latina-Frosinone.

Numeri che da soli bastano per inquadrare le dimensioni del problema che nel basso Lazio ha costretto 3 a-ziende su dieci ad abbassare la saracinesca.

 Nell’ottica del confronto ma soprattutto con l’obiettivo di trovare soluzioni che a breve termine diano una mano al comparto turistico e commerciale , l’amministrazione ha deciso di incontrare    i rappresentanti sindacali delle categorie dei commercianti e degli artigiani per la costituzione del “tavolo di crisi”. 

  Bruno ed Enrica Vacca (Confcommercio), Guido D’Amico e Maurizio Coletta (Confimprese Italia), Nino Rossi (Confederazione nazionale dell’arigianato): tutti in allarme e tutti d’accordo sulla necessità di accelerare sulle pratiche di ristoro . Per questo tra le proposte avanzate dalle organizzazioni c’è quella di   chiedere al Governo lo snellimento delle procedure e la costituzione di un osservatorio permanente nel cassinate  con una puntuale informazione agli operatori. Al contempo Confcommercio ha lanciato l’invito a non cedere al catastrofismo ma ad una reazione unitaria. Perche la pandemia non ha fatto distinzioni di sorta, abbattendosi come una magliaia su decine di settori. E’ questo l’aspetto evidenziato dalla Cna che ha messo sul tavolo cifre precise: 4780 im-prese attive ove sono impegnati 13.500 addetti o giù di lì  che ruotano attorno a Stellantis risentono allo stesso modo del clima di incertezza e della stagnazione del mercato.

 Il sindaco   ha poi evidenziato come il Covid abbia colpito anche le casse comunali,  comportando sinora un costo di due milioni e trecentomila euro.

Per questo serve che ciascuno faccia la sua parte. La riunione, di comune accordo, è stata aggiornata a ve-nerdì 19 marzo allargando gli inviti agli istituti di credito. All’orizzonte c’è la  creazione di un contenitore di soli-darietà sociale in cui ogni attore sociale ed istituzionale possa fare la propria parte.