Latina – Carte e documenti falsi per accedere al reddito di cittadinanza: le donne ‘Di Silvio’ specialiste nel raggiro

Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Latina sono partite nel giugno dello scorso anno con l’obiettivo di stanare tutti coloro che, senza averne diritto, hanno avuto accesso al reddito di cittadinanza.

Tra i soggetti finiti nella rete dei militari del nucleo ispettorato del lavoro di Latina ci sono decine di appartenenti alla nota famiglia rom Di Silvio.

Gli accertamenti  hanno portato alla luce situazioni differenti, unite da un filo conduttore: la mancanza dei requisiti per accedere al sussidio.

Tra le prime a finire nella rete degli inquirenti sono Angela e Genoveffa Sara Di Silvio.

La prima, secondo gli inquirenti, aveva dichiarato di convivere con 15 soggetti. Ma tra questi 5 erano in carcere e già risultavano beneficiari del sussidio, e 4, compresa se stessa, ai domiciliari. In relazione all’operazione di polizia Alba pontina.

La seconda risultava anch’ella ai domiciliari e i tre conviventi che aveva annoverato nella domanda erano invece reclusi in carcere.

Entrambe, secondo la ricostruzione dei carabinieri, in 12 mesi , avevano percepito indebitamente 10 mila euro che ora dovranno restituire allo Stato. Tra l’altro le signore sono state denunciate perché dalle investigazioni è emerso che sono venute meno agli obblighi dei domiciliari per recarsi presso il patronato e presentare domanda per accedere al reddito di cittadinanza.

Ma le due donne non si sono fermate al primo illecito, ritengono gli inquirenti. Perché dopo la revoca hanno nuovamente presentato istanza, dichiarando dati familiari non corrispondenti alla realtà, secondo le accuse, e riuscendo per una sola mensilità ad eludere i controlli e a percepire il reddito di cittadinanza.

  Parallelamente un’altra appartenente alla famiglia rom, Francesca De Rosa, che risultava nello stato di famiglia della signora Angela Di Silvio, si distaccava per avere accesso lei stessa al sussidio. Per questo è scattata la segnalazione all’Inps dei carabinieri per la revoca dell’importo mensile.

Nell’ambito dell’indagine sulla signora Francesca De Rosa è emerso un altro particolare rilevante agli occhi dei carabinieri: la signora dichiarando di non essere coinvolta in alcuna faccenda giudiziaria, era riuscita ad ottenere dal comune di Latina il rilascio di una cie valida per l’espatrio, nonostante non ne avesse i requisiti di legge . Il documento, insieme alla pratica ISEE falsata, usata – secondo le accuse – per richiedere il reddito di cittadinanza, sono state rinvenuti dai carabinieri in casa della donna durante una perquisizione avvenuta lo scorso 3 marzo. I documenti sono stati sequestrati. 

E’ ancora una donna appartenente alla famiglia rom  a finire nella rete dei militari nei primi mesi del 2021. E’ Antonietta Di Silvio che, secondo gli inquirenti, aveva dichiarato di convivere con 6 persone a fronte di una entrata mensile davvero irrisoria. Tutto falso stando alle accuse, perciò dopo un anno di sussidio mensile preso – secondo i carabinieri – pur non avendone diritto, la donna è stata denunciata in concorso con Rossana DE SILVIO, responsabile di aver commesso falsità in atti e dichiarazioni.

Durante gli accertamenti dei carabinieri in cui è emersa la posizione poco chiara della signora Rossana, è saltata fuori anche un’altra evidenza. Rossana insieme ad un’altra De Silvio, la signora Argentina, erano già state denunciate un anno prima dai carabinieri di Sora che avevano portato alla luce una serie di false dichiarazioni pur di accedere al reddito di cittadinanza.  

Nelle indagini partite ad inizio 2021 è balzata agli occhi dei carabinieri di Latina un’altra posizione anomala: quella a carico di Daniele SICIGNANO, appartenente al clan “DI SILVIO”, già in arresto  nell’operazione di polizia « Alba Pontina. L’uomo pur non potendo accedere alla misura perché gravato da un  arresto, aveva comunque presentato domanda, bloccata dall’Inps non per la fedina penale ma per aver superato la soglia massima di reddito familiare.