CASSINO – 15 FEB – Ancora un calo nel computo delle vendite mensili Alfa Romeo e quindi delle produzioni di Cassino. Questa volta i numeri negativi riguardano il mercato europeo nel primo mese dell’anno. Il marchio del biscione a gennaio 2019 nel vecchio continente ha visto l’immatricolazione di 4789 modelli, il 34,8% in meno rispetto al 2018 quando la somma si fermò a 7479. Numeri che non lasciano spazio a molti dubbi, ma che nascondono comunque una visione di prospettiva leggermente positiva.

            Il dato di gennaio 2019 è il migliore da quando è iniziata la contrazione delle vendite dovuta alle nuove regole di omologazione. Per farla breve: da settembre le vendite sono iniziate a crollare e questo perché sono entrati in scena i motori diesel Euro 6d. Da allora la contrazione delle vendite è stata inesorabile, ma il dato di gennaio fa ben sperare in una risalita, seppur lenta.

            Passando ai modelli, la carretta continua a tirarla Stelvio. Il Suv è sempre in testa alle classifiche di vendita del suo segmento in Italia, mentre in Europa mantiene gli standard che sono stati costanti anche per tutto il 2018. Male Giulia e malissimo Giulietta, un’auto che continua ad essere venduta solo in Italia, ma non più al ritmo di qualche anno fa. Fca nel mercato europeo perde in totale il 14,9%, un dato su cui pesa e non poco il trend negativo italiano.

            Intanto c’è attesa per il salone di Ginevra, l’appuntamento che si terrà tra circa un mese in cui sarà presente anche Alfa Romeo: non è esclusa qualche novità. Alla Camera invece ha parlato di Fca il ministro dello sviluppo economico Di Maio, rispondendo all’interrogazione del deputato Epifani. Di Maio ha sottolineato come il governo voglia dare continuità alla produzione di Fca assicurando la tutela dei livelli occupazionali. Come? Non è dato saperlo, ma il Ministro ha elencato gli accordi firmati per i siti Piemontesi e per Grugliasco e Mirafiori. E l’ecobonus? Tutela la salute dei cittadini e sviluppa un nuovo modello di mobilità, una nuova opportunità per l’economia italiana.