ANAGNI – 19 GEN – Un vero e proprio centro di stoccaggio di prodotti contraffatti nell’area industriale di Anagni.
Ad individuarlo e sequestralo sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Roma: è stato anche denunciato un soggetto di nazionalità cinese, rappresentante legale della società proprietaria della merce.

L’attività investigativa è scaturita dal controllo effettuato dai Finanzieri del Gruppo di Tivoli nella zona industriale di Guidonia: qui hanno fermato e sottoposto a ispezione un furgone condotto da un cittadino italiano. Tra la molta merce trasportata, i militari hanno notato numerose paia di scarpe riportanti il marchio di uno sconosciuto brand cinese.

Controllando quelle calzature le fiamme gialle hanno potuto notare come le etichette riportanti la marca cinese fossero facilmente asportabili: erano apposte con adesivi con pochissima colla o con stoffe appena appuntate. Il modello delle scarpe richiamava palesemente quello del noto marchio NIKE “Air Max”.

Il personale della Guardia di Finanza è riuscito a risalire così alla società proprietaria della merce. Quest’ultima, pur avendo sede legale nel comune di Roma, in realtà gestiva un capannone ubicato nella zona dei depositi ferroviari di Anagni, come poi confermato dallo stesso conducente, indicandolo come luogo di carico degli articoli contraffatti.

Giunti sul posto, i militari hanno perquisito il capannone, di circa 5000 mq, rinvenendo e sequestrando oltre 140.000 paia di scarpe, realizzate con materiali di scarsa qualità e riproducenti illecitamente il form factor di diversi modelli del marchio NIKE.

Secondo le ipotesi degli inquirenti la merce sarebbe stata ceduta a soggetti che, alimentando il mercato del falso e l’abusivismo commerciale, avrebbero apposto artigianalmente i loghi del noto marchio americano.

Il valore stimato delle calzature intercettate è di circa 3 milioni di euro.
Il cittadino cinese, rappresentante legale della società e peraltro già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali specifici, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Tivoli per i reati di contraffazione e ricettazione.