FROSINONE – 25 APR – C’è da salvare l’onore, bisogna, comunque, lottare finché la matematica non metterà la parola fine a tutti i giochi; ma vi è anche un’altra motivazione per provare a rendere dura la vita al Napoli.

Il Frosinone nella sua storia in serie A non ha mai battuto una big. Sarebbe ora di farlo, almeno una volta.

Ora sulla strada dei canarini di “grandi” sono rimaste solo il Napoli allo Stirpe e il Milan a San Siro.

Chiaro che fare il colpaccio in casa contro una formazione partenopea in fase calante renderebbe un pò meno amaro un finale di stagione che sta riportando i ciociari tra i cadetti.

Quello con le big è un rapporto complicato: in questa stagione sono arrivati una miriade di ko: alcuni netti, altri immeritati.

Fatto sta che, considerando le gare giocate con Juve, Napoli, Inter, Milan, Roma e Lazio, fino ad ora i ciociari hanno raccolto solo un misero punto: quello con i rossoneri di Gattuso nel giorno di Santo Stefano allo Stirpe.

Per il resto solo ko con tanti gol subiti e pochi realizzati. Come a dire che la storia di Davide che batte il gigante Golia per il Frosinone non vale. Insomma il Frosinone con le grandi continua ed ad essere piccolo, troppo piccolo. Se andiamo a ripercorrere in questa stagione il cammino contro le big, in dieci incontri disputati fino ad ora, il Frosinone ha incassato ben 24 reti e ne ha segnate appena tre: due alla Roma nel match perso in maniera rocambolesca in pieno recupero allo Stirpe, ed uno all’Inter sempre in casa. Poco, troppo poco anche perché la salvezza andava costruita magari tentato qualche assalto alla big: cosa che un pò tutte le altre hanno fatto, tranne i ciociari. E questa, se vogliamo, è una delle tante pecche di questa stagione davvero difficile.

Ma la prima volta in A cosa accadde? Nella stagione 2015-16 con  le big il Frosinone racimolò tre punti: il primo in assoluto, storico, allo Stadium con la Juve, quello con la Lazio al Matusa nella gara di ritorno del campionato, e quello a San Siro col Milan. Anche allora con i rossoneri si giocava a maggio, come accadrà questa volta, domenica 19: che sia, almeno, di buon auspicio.