FROSINONE – 06 MAG – Come da previsioni a Reggio Emilia è arrivato il crepuscolo di una stagione decisamente no: una stagione nata male e a cui non si è saputo apportare i giusti rimedi.

Ed allora il Frosinone ritorna in B piuttosto mestamente. La verità è che quest’anno mai davvero ha avuto la forza di lottare davvero per rimanere nella massima serie.

Vicino al quart’ultimo posto in stagione vi è stato davvero poche volte: l’ultima alla 23esima giornata quando la salvezza, dopo l’exploit di Marassi con al Samp, distava appena due lunghezze.

Ma la di là di qualche spunto estemporaneo, e solo in trasferta, quest’anno sono mancate tante, troppe cose, al Frosinone: le vittorie in casa, i punti con le big.

Squadra troppo spesso fragile, figlia anzitutto di un ritardo nella composizione della stessa dovuto, è vero, alla stagione scorsa terminata a metà giugno. Figlia di un mercato estivo troppo confusionario con gente arrivata a Frosinone che ha dato poco o nulla o che, peggio, si è vista praticamente mai. Campbell o Perica, per fare quale nome, sono state tra le più grandi delusioni.  Sul mercato ci sono state scelte discutibili che hanno inficiato sul pessimo inizio di stagione con un solo punto nelle prime 8 gare ed una valanga di gol su groppone.

E niente ha dato nemmeno il mercato di riparazione: anche qui è arrivata gente che non si è mai vista in campo o che ha alzato presto bandiera bianca per infortunio.

E ovviamente neanche il cambio di panchina con l’avvicendamento Longo-Baroni, proprio dopo il match di andata col Sassuolo, ha sortito miracoli: come a dire che le colpe dei tecnici sono relative. E poi si sono pagati gli innumerevoli errori individuali grossolani che in ogni gara, di fatto, si sono riproposti condannando il Frosinone di volta in volta.

Chi dei nuovi doveva dare qualcosa in più al Frosinone non lo ha fatto, salvo rare eccezione come Pinamonti o Sportiello a nostro avviso. Forse gli unici due veri buoni innesti in questa stagione tribolata.

Il fatto è che quel gap che si voleva ridurre sulle altre è sembrato quasi aumentare: quest’anno nella conduzione sportiva ha regnato un pò troppa confusione, con alcune figure di fatto uguali nel ruolo ma, allo stesso tempo, completamente distanti.

Fin da subito si è avvertita la presenza di due anime diverse nel fare mercato: quella di Marco Giannitti, ds fino a qualche mese fa, e  quella del consulente di mercato Stefano Capozzucca. Colui che avrebbe dovuto aiutare a ridurre il gap con le altre viste la sua esperienza. Gap che, di fatto, non si è ridotto.

 Ora, però, bisogna ripartire. Si ha tempo per programmare la prossima annata tra i cadetti: dal Direttore sportivo, a chi sarà davvero l’allenatore con Baroni che si deve giocare l’eventuale riconferma, al parco giocatori, diversi tasselli sono da sistemare tenendo a mente le parole del presidente Maurizio Stirpe.

 Non ci saranno salti nel buio, il Frosinone riparte per essere protagonista. La speranza è che questo auspicio l’anno prossimo, di questi tempi, possa essere una certezza.