CASSINO – 15 GEN – Le reazioni non si sono fatte aspettare: che l’ecotassa avrebbe causato serie ripercussioni sul settore automobilistico italiano e quindi anche sullo stabilimento di Cassino, si sapeva bene, nonostante le rassicurazioni del governo, ma le recenti dichiarazioni di Mike Manley, numero uno del Lingotto, hanno dato una scossa, con i timori che improvvisamente sono diventati concreti, reali.

Da Detroit l’amministratore delegato di Fca ha detto a chiare lettere che il piano di investimenti da cinque miliardi previsto in Italia, che avrebbe rappresentato anche la certezza della piena occupazione negli stabilimenti del paese, va rivisto. Non bloccato, ma ripensato, dato che era stato illustrato quando il contesto era diverso.

“Sono successe molte cose da quando abbiamo presentato quel piano ad oggi – ha dichiarato poche ore fa –  Il provvedimento bonus/malus sugli incentivi ha cambiato lo scenario che abbiamo di fronte. Ma il piano non è assolutamente bloccato. Forse lo modificheremo. Ma potremo capire se e come sarà modificato solo quando saranno chiari gli effetti che la nuova legge potrà avere sul mercato”.

Un segnale al governo, che ora deve agire. L’invito a farlo arriva anche da parte dei sindacati. La Fim Cisl di Frosinone chiede all’esecutivo di tornare sui propri passi e di rivedere un provvedimento sciagurato che rischia di distruggere la nostra industria. Un suicidio di stato: sono le parole usate dai metalmeccanici. La fim sottolinea come anche loro avevano incalzato Fca sulla necessità di accelerare la transizione verso l’elettrico. “ora che avevamo raggiunto un accordo – si legge nella nota del sindacato – il governo sta rischiando di far saltare tutto”.

E poi l’annuncio della mobilitazione: “se il governo non ascolterà le nostre richieste e non convocherà subito un tavolo con i vertici dell’azienda, la nostra protesta arriverà sotto palazzo Chigi con tutti i lavoratori di Fca”.