CORI – 13 LUG – Coltellate sferrate con rabbia, per bloccare il compagno della madre, impedirgli di maltrattarla, mettere fine a quell’ultima ennesima lite. Al termine di una notte nei boschi, un minorenne lo ha raccontato alla polizia di Latina che dalla sera recedente gli stava dando la caccia. Lo avevano localizzato attraverso il cellulare. Ma non si sono avvicinati nel timore di una sua reazione: hanno aspettato che la stanchezza facesse la sua parte.

            Il minorenne era in fuga dalla sera precedente. Da quando aveva spedito in ospedale a Velletri il compagno della madre: quell’uomo, 43 anni, residente a Cori, ai domiciliari per furti e reati contro la persona, aveva una serie di ferite al braccio: coltellate. Talmente profonde da avere determinato la perdita di molto sangue. E da costringere ad un intervento chirurgico.

            Delle indagini si sono occupati gli uomini del Commissariato di Cisterna di Latina. Sono stati loro a scoprire che in casa a Giulianello c’era stata una lite tra l’uomo e la sua compagna. Carico di rabbia, il ragazzino aveva preso un coltello e lo aveva accoltellato più volte.

            In casa i poliziotti gli hanno trovato coltelli, spade, tirapugni: armi che lo facevano sentire più sicuro, come se potessero difendere meglio il suo fisico minuto.

            Il giudice dei minori lo ha fatto portare in una struttura protetta specializzata nei minorenni, in attesa di spiegare la sua posizione:ha tenuto conto della minore età, del difficile contesto nel quale i fatti sono avvenuti, di alcune patologie fisiche del ragazzo. L’accusa è di lesioni aggravate.