LAZIO – 28 APR – Se non è un allarme poco ci manca. Il Lazio è la seconda regione d’Italia per numero di casi di morbillo nei primi tre mesi dell’anno. La nostra regione è seconda solo alla Lombardia secondo i dati che sono stati diffusi dall’istituto superiore di sanità. Quello che preoccupa è l’incidenza, elevatissima rispetto al resto d’Italia: il 93,6 per ogni milione di abitanti, contro una media nazionale del 36,8.

            E la tendenza sembrerebbe in aumento, considerato che a gennaio i contagiati dal virus sono stati 33, a febbraio 37, mentre a marzo i casi sono quasi raddoppiati, salendo a 68. L’età media degli ammalati è intorno ai 30 anni. Numeri che vanno a stridere con la copertura vaccinale del Lazio, che supera abbondantemente il 95% attestandosi al 98.

            Ma una spiegazione c’è. La copertura vaccinale tiene conto dei bimbi da 0 a 6 anni, mentre la fascia più colpita ad oggi è quella tra i 15 ed i 39 anni che non è tenuta ad alcun obbligo. Stiamo parlando della stessa fascia d’eta che vide il maggior numero di persone a letto o persino in ospedale anche lo scorso anno, quando il Lazio nell’arco dei dodici mesi contò in totale 261 casi. Oggi, in soli tre mesi si è già superata la metà dello scorso anno.

            I numeri sono sicuramente trainati dalla capitale e non è dato sapere quanti di questi casi siano stati registrati nelle province, ma di certo non può essere un focolaio attivo solo su Roma.