Calcio – Frosinone, Stirpe: “Dispiace esonerare Nesta ma ora stop agli alibi: valuterò il mio futuro nel club”

‘A me dispiace esonerare Nesta ma
non è lui il problema. Ma non voglio dare più alibi all’ambiente che
da tempo chiede la testa dell’allenatore. All’ambiente chiedo di
valutare gli accadimenti. I responsabili sono quelli che sono andati
via, sia per loro volontà ma anche per comportamenti maleducati e
insopportabili. Chi non c’è ha sempre torto. Chi rimane e ci mette
testa, cuore e portafoglio forse merita più rispetto di quanto non ho
visto in questo ultimo periodo”. Lo ha detto il presidente del
Frosinone, Maurizio Stirpe in una conferenza stampa, sull’esonero del
tecnico Alessandro Nesta. “Per cui noi esoneriamo l’allenatore anche
se lui ha una parte di responsabilità. La parte maggiore la ha invece
chi è andato via, basta rileggersi il film degli ultimi tre anni. Per
chi fosse interessato, si vada a rivedere il film degli ultimi tre
anni. E ognuno potrà fare le sue valutazioni e considerazioni. E poi
la parte di responsabilità la hanno quelli che sono rimasti. Le
responsabilità sono queste e da oggi non ci sono più alibi. La squadra
lo farà da condizione di ritiro da domenica prossima con un nuovo
allenatore, a tempo indeterminato e fino a quando il Frosinone non
riuscirà ad uscire dal campo in un modo dignitoso e quindi i risultati
non determineranno il contrario”, ha proseguito il numero uno del
club che ha poi parlato del proprio futuro.

  ''Infine vi dico che anche per me inizia una fase di valutazione: 

queste ultime due stagioni sono state molto difficili, dal punto di
vista economico, finanziario per tenere tutti insieme. Senza ricevere
nemmeno una telefonata di incoraggiamento da parte di nessuno.
Sembrava quasi fosse un dovere fare queste cose. Questo mi fa
riflettere. Non tutto deve essere dato per scontato. E tutto deve
essere messo in armonia col resto dell’ambiente. Io faccio il calcio
perché voglio dare qualcosa alla gente del territorio ma non deve
essere un obbligo bensì un piacere perché immagino che dall’altra
parte c’è gente che ha piacere di ricevere questo sforzo allo stesso
modo. Se dovessi accorgermi che questo piacere non è più reciproco e
lo valuterò attentamente, sarò il primo ad alzare il sedere dalla
sedia”, preannuncia Stirpe.

  "Parte così anche una fase di valutazione e riflessione il cui esito 

non è scontato. Ne parleremo a fine stagione, ne parleremo qualora
dovessimo riuscire a trovare lo spirito giusto che ci ha portato fin
qui e che qualcuno ha dimenticato. Questa cosa mi dà molto fastidio.
Debbo dire la verità, in tante situazioni mi sono trovato in una
grande condizione di solitudine. Penso che il calcio così non valga la
pena farlo”, conclude il presidente.