La crisi politica in seno al comune di Frosinone è ormai conclamata. Quanto accaduto martedì sera in asssise è solo l’ultimo atto di una spaccatura netta con Fratelli D’Italia e che ha portato alla revoca di due deleghe alla Turriziani e alla Geralico.
Il sindaco – Riccardo Mastrangeli – ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta al segretario regionale del partito, Paolo Trancassini.
In sostanza – scrive il primo cittadino del capoluogo – o l’onorevole riallinea il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Frosinone ai percorsi virtuosi da lui stesso indicato – lealtà, coerenza, rispetto e responsabilità verso i cittadini – oppure «dobbiamo avere il coraggio di dirci – mette nero su bianco Mastrangeli – che questa esperienza amministrativa non ha più un equilibrio politico.
E a quel punto – continua – esiste una sola strada seria, limpida e democratica, secondo il primo cittadino: ovvero tornare al voto».
Per Mastrangeli quanto accaduto l’altra sera in consiglio è inaccettabile, soprattutto per il merito delle delibere che riguardano le persone più fragili e inerenti finanziamenti che arrivano dalla Regione Lazio, proposte da un assessore di Fratelli d’Italia, Massimiliano Maselli.
Mastrangeli nella lettera ribadisce che il programma elettorale sottoscritto da tutti al momento della candidatura nel 2022 – Fratelli d’Italia compresa – non è un documento opzionale, non è una cornice interpretabile, non è una variabile negoziabile.
Quel programma – chiosa – è un patto con i cittadini. O il gruppo dei meloniani cambia registro o – avverte Mastrangeli – la parola tornerà agli elettori.






