Taranto – Banda dei bancomat, ecco come operava!

Rubavano le auto o le riciclavano apponendo targhe di altri veicoli. Per evitare l’intervento delle forze dell’ordine disseminavano le vie di fuga di chiodi artigianali a quattro punte. Dopo la fuga, per non essere identificati incendiavano gli abitacoli delle vetture. E’ quanto ha ricostruito la Procura della Repubblica di Taranto che ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di cinque persone, indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, di una lunga serie di assalti ai danni di sportelli bancomat commessi mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi artigianali (le cosiddette marmotte), e di reati in materia di armi ed esplosivi.

Il provvedimento, eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Taranto a Napoli, Palagiano (Taranto) e Toritto (Bari), rappresenta l’esito di una attività investigativa, svolta insieme alla Procura, avviata a novembre. Gli assalti hanno interessato inizialmente i centri di Puglia e Basilicata, poi sono stati collegati anche con altri episodi analoghi verificatisi in altre regioni del Sud Italia, tra cui Calabria, Campania e Lazio. In particolare, sono stati ricostruiti assalti consumati nelle province di Cosenza, Caserta, Benevento, Frosinone, Napoli e Salerno. Gli elementi raccolti consentirebbero di attribuire, allo stato delle indagini, a uno degli indagati un ruolo di riferimento anche negli episodi extra-regionali, in concorso con altre persone in via di identificazione. Gli inquirenti, oltre a osservazioni e pedinamenti, hanno analizzato di centinaia di ore di filmati di videosorveglianza, visionato targhe, tracciato Gps, acquisito e studiato tabulati telefonici, ascoltato intercettazioni, ricostruendo il modus operandi del gruppo e documentando la presenza degli indagati nei luoghi e negli orari compatibili con i singoli assalti. Si è accertato che i malviventi compivano sopralluoghi preventivi. La fase esecutiva dell’operazione ha visto l’impiego di oltre 100 carabinieri provenienti da diverse province. Durante la fase esecutiva sono stati trovati e sequestrati 100 grammi di cocaina e oltre 35 mila euro di denaro contante, sottoposto a sequestro.