Venerdì nero per il gruppo Stellantis, che crolla a Piazza Affari sfiorando il -25% dopo l’annuncio di una perdita netta tra i 19 e 21 miliardi nel secondo semestre 2025 e mancanza di dividendi. Non solo lo stabilimento Stellantis Cassino Plant ha prorogato la chiusura degli impianti, annunciando ai sindacati che le attività lavorative in Lastratura ed Verniciatura riprenderanno a pieno regime solo dal prossimo 16 febbraio. Due giorni in più di stop per il Montaggio che riprenderà dal giorno 18 febbraio.
Lo stabilimento di Piedimonte San Germano, nel sud della provincia di Frosinone, è fermo dal 30 gennaio per l’assenza di ordini sulle Alfa Romeo Giulia e Stelvio e sulla Maserati Grecale prodotte nell’impianto. Doveva trattarsi di una sola settimana di stop con la ripresa delle attività da lunedì prossimo.
Secondo il sindacato Uilm-Uil, nel 2026 si potrebbe superare il record negativo registrato nel 2025, quando le giornate di fermo produttivo sono state superiori a quelle lavorate, scendendo sotto gli 85 giorni di produzione effettiva lavorati.
Il venerdì è iniziato con il crollo a Piazza Affari a pochi minuti dall’apertura del 18%. La performance segue la cancellazione della distribuzione dei dividendi per il 2026. Il secondo semestre 2025 ha avuto oneri tra i 19 e 21 miliardi per cambio strategia sull’elettrico con Stellantis che ha apportato una “reimpostazione del business”. Il gruppo ha comunicato infatti “la cancellazione di quei modelli che non potranno conseguire volumi sufficienti a garantire la redditività”.
“Quello che abbiamo presentato oggi è un profondo reset strategico, ma siamo molto ottimisti sul 2026 e sul futuro” di Stellantis. Lo ha sottolineato il Ceo del gruppo Antonio Filosa chiudendo la call sui conti preliminari del secondo semestre -. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita”.





