Aprilia – Lavoro nero e irregolarità: azienda agricola sospesa e 2 denunce

Controllo dei Carabinieri in un’azienda agricola: irregolarità e condizioni di degrado, scattano denunce e sanzioni.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Campoverde, congiuntamente al personale del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela del Lavoro di Roma e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, questi
ultimi intervenuti sotto la direzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina, hanno eseguito un accesso ispettivo finalizzato al contrasto del fenomeno del caporalato e alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel corso della verifica effettuata presso un’azienda agricola operante nel settore della coltivazione di ortaggi nel comune di Aprilia sono stati deferiti, in stato di libertà, due uomini, rispettivamente di 27 e 20 anni, in concorso tra loro, per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Gli stessi, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, li avrebbero impiegati in condizioni di sfruttamento, commettendo reiterate violazioni relativamente agli orari di lavoro, sottoposizione a condizioni alloggiative degradanti.
Sono state altresì riscontrate gravi irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali l’omessa installazione della cassetta di pronto soccorso, la non conformità dei luoghi di lavoro in riferimento a
dormitori, l’assenza servizi igienici e la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.
Durante il controllo sono stati identificati tre lavoratori, di cui due stranieri, uno originario del Mali e uno originario del Burkina Faso, quest’ultimo risultato essere regolarmente presente sul territorio nazionale ma non formalmente assunto.
Alla luce delle violazioni accertate, oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria, nei confronti dei responsabili, è stata applicata la maxi sanzione prevista per l’impiego di lavoratori a nero con contestuale
sospensione dell’attività. In relazione alle violazioni riscontrate sono state elevate le ammende specificamente previste, ammontanti complessivamente a circa 14.000 euro.
Nel medesimo contesto, è stato sottoposto a sequestro penale un immobile in stato di abbandono, concesso in uso quale alloggio a un bracciante da parte del datore di lavoro.