Un parassita presente in un’arnia di un apicoltore impegnato, in località Canzatora, ai confini dei comuni di Gaeta e Formia, ha fatto scattare un allarme da parte della direzione Salute della Regione Lazio e del servizio veterinario dell’Asl di Latina. Si tratta un piccolo coleottero – il nome scientifico è “Aethina tumida” – movimentato illegalmente n questa attività di Gaeta il 31 maggio scorso dalla Calabria. Cinque giorni dopo le indagini al microscopio compiute dall’istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana hanno confermato purtroppo quanto si temeva: la presenza di questo pericoloso insetto in un’arnia. E così che in applicazione del piano nazionale di sorveglianza per l’”Aethina tumida” ed il “Tropilaelaps 2026” e della vigente normativa europea i servizi Veterinari delle Asl di Latina e Frosinone hanno immediatamente attivato le procedure di contenimento previste per i casi di introduzione di questo parassita. È stata istituita una zona di protezione per un raggio di 20 chilometri attorno al focolaio ed è stata bloccata l’attività di tutti gli stabilimenti apistici presenti in quest’area. I comuni coinvolti nella provincia di Latina sono quelli di Campodimele, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga e Spigno Saturnia mentre per la provincia di Frosinone sono interessati i comuni di Ausonia, Castelnuovo Parano, Coreno Ausonio, Esperia e Pontecorvo.
Per tutti gli apiari è stato disposto il divieto di uscita di api mellifere; bombi; sottoprodotti apicoli non trasformati; attrezzature apistiche e i prodotti apicoli in favo destinati al consumo umano. Le restrizioni – hanno fatto sapere i servizi Veterinari delle Asl di Latina e Frosinone -hanno l’obiettivo di evitare qualsiasi possibile diffusione del coleottero verso aree indenni e consentire alle autorità sanitarie di effettuare le necessarie attività di sorveglianza epidemiologica. Se il tempestivo intervento dei servizi veterinari ha permesso di individuare rapidamente il parassita e di attivare le procedure previste dai piani nazionali ed europei di emergenza, gli stessi apicoltori, che sono diversi nell’area montana del parco regionale dei Monti Aurunci a cavallo delle province di Latina e Frosinone. sono stati invitati collaborare con le competenti autorità sanitarie segnalando tempestivamente qualsiasi anomalia riscontrata negli alveari e attenendosi scrupolosamente alle disposizioni emanate. L’evoluzione della situazione sarà monitorata nelle prossime settimane attraverso controlli e attività di sorveglianza che permetteranno di valutare l’eventuale estensione delle misure adottate.






