Ceccano – Il Pat è chiuso ufficialmente dal 1 luglio. Il Comune alza la voce, pronto il presidio

Dal primo luglio il Pat a Ceccano è stato chiuso. L’amministrazione comunale è pronta al presidio permanente per difendere i servizi sanitari sul territorio. Per gli utenti si tratta di una vera e propria doccia fredda.

Il presidio ambulatoriale territoriale, punto di assistenza medica per le urgenze non gravi (codici bianchi e verdi) è un  riferimento  per tanti utenti ceccanesi e dei comuni vicini.

Il Pat sarebbe stato trasferito presso la Casa di Comunità di Frosinone solo dopo l’apertura dell’Ospedale di Comunità nell’ex “Ala Mosconi”, all’interno del complesso sanitario di Ceccano.

La nuova struttura, stando a quanto riferito dalla Regione Lazio, avrebbe assorbito il servizio per garantire la continuità delle relative prestazioni.  Apertura che però non è ancora avvenuta.

Rassicurazioni erano arrivate – rimarca il comune – anche a margine dell’incontro delle settimane scorse  con la presidente della Commissione Sanità in Regione, Alessia Savo.

Dal primo luglio – invece – il Pat a Ceccano ha cessato la sua attività mentre l’ospedale di Comunità deve essere ancora inaugurato. Il comune è pronto al presidio dal 15 al 22 luglio, a difesa di tutti i servizi erogati dalla Casa della Salute in via Borgo Santa Lucia: «Ceccano non può tollerare più tagli alla Sanità locale – dichiara il sindaco, Andrea Querqui – Ci è stato assicurato che, una volta chiuso il Pat, sarebbero stati avviati gli stessi servizi con altre figure, come la guardia medica, il medico competente e il personale dell’Ospedale di Comunità. Chiediamo chiarezza e trasparenza. Se le nostre richieste non verranno accolte, saremo in presidio permanente nella “nostra” Casa della Salute».

Querqui  è pronto a valutare anche «altre azioni in collaborazione con i sindaci dei Comuni vicini della Valle del Sacco e dei Monti Lepini, vista l’importanza di un comprensorio che conta 50mila utenti».