Nnelle scorse settimane tutti i Nuclei Carabinieri Forestale dipendenti dal Gruppo Carabinieri Forestale
di Frosinone hanno eseguito una serie di controlli straordinari presso imprese esercenti le attività di
autoriparazione meccaniche e/o di carrozzeria, controlli finalizzati alla verifica del possesso delle
previste autorizzazioni e del rispetto della normativa ambientale (D. Lgs. 152/2006).
Le attività ispettive hanno riguardato complessivamente 21 autoriparatori e hanno portato a segnalare,
a piede libero, alle competenti Procure della Repubblica 16 soggetti e ad eseguire 12 sequestri penali.
Nello specifico si evidenziano i seguenti risultati:
Militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.)
e del Nucleo Carabinieri Forestale di Frosinone a seguito di controllo presso una attività di vendita
di autovetture usate, con annessa officina meccanica, situata nel sorano, hanno riscontrato su tre
distinti terreni, a servizio dell’attività, la presenza di rifiuti speciali (consistenti in: n. 40
autovetture fuori uso non bonificate, parti meccaniche di veicoli e di carrozzeria). Tutte e tre le
aree non erano impermeabilizzate ed erano prive del sistema di raccolta e depurazione delle acque
meteoriche. I Carabinieri Forestali hanno quindi sottoposto a sequestro le tre aree con i rifiuti ivi
depositati in maniera incontrollata e denunciato, a piede libero, all’Autorità Giudiziaria il legale
Rappresentante della Società che gestisce l’attività commerciale per aver violato i seguenti articoli
del testo Unico Ambientale (T.U.A.):
– art. 255-ter, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da
un anno a cinque anni e sei mesi;
– art. 255, comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da sei
mesi a due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro;
– art. 137, comma 1, del D.lgs. n.152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da due
mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.)
a seguito di controllo presso una attività di rivendita e riparazione di mezzi agricoli sita nel
cepranese, hanno accertato su tre distinte aree, a servizio dell’officina, per una superficie
complessiva di circa 70 mq, la presenza di rifiuti speciali (consistenti in: parti di veicoli in stato
di abbandono, contenitori di oli esausti, taniche contenenti liquidi refrigeranti, filtri olio e filtri
gasolio usati, pneumatici fuori uso e materiale plastico di vario genere). I Carabinieri Forestali
hanno quindi sottoposto a sequestro le tre aree con i rifiuti ivi depositati in maniera incontrollata
e denunciato, a piede libero, all’Autorità Giudiziaria il titolare e dell’attività commerciale per aver
violato i seguenti articoli del testo Unico Ambientale (T.U.A.): art. 255-ter, comma 3, del D.lgs.
n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da un anno a cinque anni e sei mesi e art.
255, comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da sei mesi a
due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cassino, a seguito di un controllo presso una
autofficina del cassinate, hanno accertato la presenza di una ingente quantità di rifiuti speciali
pericolosi (consistenti in autovetture fuori uso, monoblocchi motore, parti meccaniche e di
carrozzeria di veicoli dismessi, materiale plastico di vario genere), depositati in maniera
incontrollata su un piazzale a servizio dell’officina per una superficie di circa 2.000 metri quadrati.
Detto piazzale risultava altresì in parte sterrato e privo del sistema di raccolta e depurazione delle
acque meteoriche. Inoltre, unitamente ad un box in lamiera, veniva utilizzato per le lavorazioni di
autoriparazione e per lo stoccaggio dei rifiuti in difformità della destinazione d’uso prevista dal
titolo edilizio. Infine l’officina utilizzava una saldatrice a filo senza l’autorizzazione per le
emissioni in atmosfera dei fumi e delle polveri prodotte.
Alla luce di quanto accertato i militari procedevano quindi ad operare il sequestro del piazzale
con i rifiuti, compresi due cassoni pieni anch’essi di rifiuti, e della saldatrice e al deferimento in
stato di libertà, presso la competente Autorità Giudiziaria, del titolare dell’attività di
autoriparazione per le seguenti ipotesi di reato:
– gestione illecita di rifiuti, in violazione dell’art. 256, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che
prevede, in caso di condanna del responsabile, l’arresto da un anno a cinque anni;
– mancata raccolta e depurazione delle acque meteoriche, in violazione dell’art. 137, comma 1,
del D.lgs. n.152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o
un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro;
– emissioni in atmosfera non autorizzate, in violazione dell’art. 279, comma 1, del D.lgs. n.
152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda
da mille euro a diecimila euro;
– abuso edilizio, in violazione dell’art. 44, comma 1 lettera a), del D.P.R. 380/2001 che prevede,
in caso di condanna, un’ammenda fino a 10.329 euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Pontecorvo hanno denunciato l’esercente di una
attività di autocarrozzeria del cassinate per aver depositato in maniera incontrollata rifiuti speciali
(consistenti in parti di autovetture, scarti provenienti dalle lavorazioni, vernici e solventi esausti),
su un’area non idonea, in violazione dell’art. 255-ter, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006 punito, in
caso di condanna, con l’arresto da un anno a cinque anni e sei mesi. I rifiuti erano depositati difatti
su nudo terreno, privo di idonea impermeabilizzazione e del necessario impianto di raccolta e
trattamento delle acque meteoriche, in violazione dell’art. 137, comma 1, del D.lgs. n.152/2006
e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o
un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Lo stesso è stato denunciato altresì per l’assenza nei locali adibiti a carrozzeria dei sistemi di
aspirazione e filtraggio delle polveri, immesse così direttamente in atmosfera, in violazione
dell’art. 279, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 e, in caso di condanna, poiché ritenuto responsabile,
rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da mille euro a diecimila euro. L’area di
circa 450 mq con i rifiuti sono stati posti sotto sequestro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Pontecorvo hanno denunciato l’esercente di una
autofficina sita nella Valle dei Santi per aver depositato in maniera incontrollata rifiuti speciali
(consistenti in parti di autovetture, scarti provenienti dalle lavorazioni, taniche contenenti oli
esausti, liquidi e additivi, vecchi filtri olio, batterie per auto scariche, imballaggi di plastica e di
cartone), su un’area di circa 30 metri quadrati, in violazione dell’art. 255-ter, comma 3, del D.lgs.
n. 152/2006 punito, in caso di condanna, con l’arresto da un anno a cinque anni e sei mesi. I rifiuti
inoltre erano ivi depositati oltre il tempo consentito e privi della prevista identificazione in
violazione dell’art. 256, comma 1, del D.lgs. n.152/2006 che prevede, in caso di condanna,
l’arresto da uno a cinque anni. Anche in questo caso si è proceduto a sequestrare l’area con i
rifiuti.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Sora hanno denunciato il titolare di una attività di
autocarrozzeria del sorano in quanto immetteva direttamente in atmosfera polveri, prodotte
dall’impianto di verniciatura e da una saldatrice a filo, in assenza dei previsti titoli autorizzativi
in violazione dell’art. 279, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 e, in caso di condanna, poiché ritenuto
responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da mille euro a diecimila
euro. Il forno di verniciatura e la saldatrice sono stati sequestrati dai militari operanti.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Atina hanno denunciato alla Autorità Giudiziaria il
titolare di una autofficina situata nella Valle di Comino per il deposito incontrollato di numerosi
pneumatici fuori uso su un’area adiacente l’officina non impermeabilizzata, in violazione dell’art.
256, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da tre mesi a un
anno o un’ammenda da duemilaseicento euro a ventisettemila euro. Eseguito il sequestro degli
pneumatici. È stata applicata la procedura estintiva del reato, prevista dall’art. 318 bis e segg. del
medesimo D. Lgs., evitando l’avvio del procedimento penale pagando una sanzione pecuniaria
dell’importo pari a seimilacinquecento euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Vallerotonda, a seguito di verifica di una attività di
autoriparazione del cassinate, hanno rinvenuto un cumulo di rifiuti (consistenti in materiale
ferroso, ricambi auto usati, taniche in plastica vuote e pneumatici fuori uso) in evidente stato di
abbandono su un’area cementata di circa 60 metri quadrati e dotata di copertura. Per tale fatto è
scattata la denuncia alla Autorità Giudiziaria per la proprietaria del sito con i rifiuti per la
violazione dell’art. 255, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, una
ammenda da millecinquecento euro a diciottomila euro. Alla responsabile, per lo stato di fatto e
le circostanze, è stato possibile applicare la procedura estintiva del reato, prevista dall’art. 318 bis
e segg. del medesimo D. Lgs., che ha potuto così evitare l’avvio del procedimento penale pagando
una sanzione pecuniaria dell’importo pari a seimilacinquecento euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Frosinone hanno segnalato alla Autorità Giudiziaria
il Legale Rappresentante di una attività commerciale di autoricambi situata nel frusinate per il
deposito incontrollato di rifiuti speciali (consistenti in: RAEE – Rifiuti di Apparecchiature
Elettriche ed Elettroniche, materiale plastico di vario genere, bidoni usati, vecchi arredi, parti
meccaniche di autovetture usurate, parti di carrozzeria) su due distinte aree, a servizio dell’attività
commerciale, per una superficie complessiva di circa 1.000 mq, in violazione dell’art. 255,
comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna del responsabile, l’arresto da
sei mesi a due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro.
Per tale condotta è scattato il sequestro delle due aree con i rifiuti ivi depositati in maniera non
corretta.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Frosinone hanno denunciato alla Autorità Giudiziaria
il titolare di una autofficina del frusinate per il deposito incontrollato di circa quattro metri cubi
di rifiuti (consistenti in: componenti plastici di veicoli, ricambi auto usati, taniche/imballaggi in
plastica e materiale legnoso) depositati in maniera incontrollata su un’area cementata a servizio
dell’officina, in violazione dell’art. 255, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di
condanna, una ammenda da millecinquecento euro a diciottomila euro. Al responsabile, per lo
stato di fatto e le circostanze, è stato possibile applicare la procedura estintiva del reato, prevista
dall’art. 318 bis e segg. del medesimo D. Lgs, che ha potuto così evitare l’avvio del procedimento
penale pagando una sanzione pecuniaria dell’importo di seimilacinquecento euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Fiuggi hanno segnalato alla Autorità Giudiziaria il
Legale Rappresentante di una autofficina della zona nord della provincia per il deposito
incontrollato di rifiuti speciali (consistenti in n. 3 autovetture fuori uso, n. 1 autovettura in stato
di abbandono, parti meccaniche e di carrozzeria di autoveicoli dismessi, circa 5 metri cubi di
pneumatici fuori uso), su un piazzale a servizio dell’officina per una superficie di circa 100 mq,
in violazione dell’art. 255-ter, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna
del responsabile, l’arresto da un anno a cinque anni e sei mesi. Lo stesso è stato denunciato anche
per lo stoccaggio dei suddetti rifiuti in assenza dell’autorizzazione ambientale su un’area priva
del sistema di raccolta e depurazione delle acque meteoriche, in violazione dell’art. 256, comma
1, del D.lgs. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, la pena della reclusione da uno a cinque
anni. Per tali condotte il piazzale con i rifiuti sono stati posti sotto sequestro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Guarcino hanno denunciato alla Autorità Giudiziaria
il titolare di una autofficina ubicata nell’area nord della provincia per il deposito incontrollato di
rifiuti speciali (consistenti in parti meccaniche di autovetture, parti di carrozzeria, scarti
provenienti dalle lavorazioni, oli esausti, cerchi ruota e pneumatici fuori uso), su quattro distinte
aree, a servizio dell’officina, per una superficie complessiva di circa 140 mq in violazione dell’art.
255, comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna del responsabile,
l’arresto da sei mesi a due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro. Lo stesso è stato
denunciato anche per la tenuta dei rifiuti per oltre i tempi previsti e privi di identificazione in
violazione dell’art. 256, comma 1, del D.lgs. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, la
reclusione da tre mesi a un anno o un’ammenda da duemilaseicento euro a ventisettemila euro.
Le quattro aree con i rifiuti sono state poste sotto sequestro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Anagni hanno denunciato alla Autorità Giudiziaria il
titolare di una autofficina ubicata nell’area nord della provincia in quanto il piazzale, sul quale
vengono depositati e movimentati i veicoli e il materiale necessario per le riparazioni, risultava
essere privo dell’impianto di depurazione delle acque meteoriche, in violazione dell’dell’art. 137,
comma 1, del D.lgs. n.152/2006 e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia
l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cassino, unitamente a militari della Stazione
Carabinieri di Aquino (FR), hanno eseguito un controllo congiunto presso una autocarrozzeria
del cassinate rilevando la presenza di una ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi (consistenti
in n. 10 autovetture, parti di carrozzeria, scarti provenienti dalle lavorazioni, vernici e solventi
esausti), depositati in maniera incontrollata su un piazzale a servizio dell’officina sprovvisto del
sistema di raccolta e depurazione delle acque meteoriche. Inoltre veniva accertato come
l’autocarrozzeria utilizzava due forni per verniciatura in assenza dell’autorizzazione per le
emissioni in atmosfera dei fumi e delle polveri prodotte. I militari procedevano pertanto a
sequestrare l’attività di carrozzeria, i rifiuti depositati e i due forni, e quindi a segnalare, in stato
di libertà, all’Autorità Giudiziaria, del titolare dell’attività di autoriparazione per le seguenti
ipotesi di reato:
– gestione illecita di rifiuti, in violazione dell’art. 256, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che
prevede, in caso di condanna del responsabile, l’arresto da un anno a cinque anni;
– mancata raccolta e depurazione delle acque meteoriche, in violazione dell’art. 137, comma 1,
del D.lgs. n.152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o
un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro;
– emissioni in atmosfera non autorizzate, in violazione dell’art. 279, comma 1, del D.lgs. n.
152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda
da mille euro a diecimila euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Pontecorvo, unitamente a militari della Stazione
Carabinieri di Aquino (FR), hanno eseguito un controllo congiunto presso una autofficina del
cassinate riscontrando la presenza di una ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi (consistenti
in parti veicoli, componenti meccanici usati, oli esausti, batterie auto scariche, pneumatici fuori
uso), depositati in maniera incontrollata su un piazzale di circa 65 metri quadrati senza rispettare
le previste misure di sicurezza e in assenza delle previste autorizzazioni. I militari eseguivano così
il sequestro dell’area con i rifiuti e procedevano a deferire all’Autorità Giudiziaria, in stato di
libertà, due soggetti (il gestore dell’attività di autoriparazione e il proprietario dei locali officina)
per le seguenti ipotesi di reato:
– gestione illecita di rifiuti, in violazione dell’art. 256, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che
prevede, in caso di condanna del responsabile, l’arresto da un anno a cinque anni;
– deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, in violazione dell’art. 255-ter, comma 3,
del D.lgs. n. 152/2006 che prevede, in caso di condanna, l’arresto da un anno a cinque anni e
sei mesi.
Le pratiche riscontrate, oltre a costituire violazioni della normativa ambientale, comportano un
concreto rischio di contaminazione del terreno con potenziale inquinamento delle falde e delle matrici
ambientali circostanti. I reflui derivanti alle attività di riparazioni meccaniche e di carrozzeria di
autoveicoli di fatto possono contenere idrocarburi, oli esausti, solventi, vernici e altre sostanze
pericolose, capaci di compromettere la qualità del suolo e di contribuire alla diffusione di sostanze
contaminanti anche nelle acque superficiali e di falda. Inoltre l’emissione in atmosfera di sostanze
potenzialmente inquinanti può costituire, oltre che un danno all’ambiente e agli ecosistemi naturali,
anche un serio fattore di rischio per la salute della collettività.
I controlli effettuati rientrano nelle attività dei Nuclei Carabinieri Forestali del Gruppo Carabinieri
Forestale di Frosinone, impegnati nel controllo del territorio ai fini della prevenzione e della
repressione dei reati ambientali che possono mettere potenzialmente a rischio la salute pubblica e la
qualità dell’ambiente, e proseguiranno nelle prossime settimane.





