Frosinone – Blitz antidroga sul fiume Cosa, quattro arresti dei Carabinieri

Nella serata di martedì 4 agosto, il personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone, con la collaborazione di pattuglie della locale Compagnia e della Compagnia di Anagni, ha tratto in arresto in flagranza di reato quattro individui: un 66enne italiano e un 53enne di origini eritree (entrambi residenti a Frosinone), nonché due cittadini albanesi di 30 e 22 anni, irregolari sul territorio nazionale. All’arresto si è giunti per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; ai cittadini stranieri sono stati contestati anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale e le violazioni delle leggi sull’immigrazione.

I Carabinieri, appreso che in una abitazione a ridosso del fiume Cosa a Frosinone fosse attiva una fiorente “piazza di spaccio”, hanno predisposto un servizio di osservazione discreta, nel corso del quale sono state documentate plurime cessioni di stupefacenti ad acquirenti.

I servizi di monitoraggio e i pedinamenti messi a punto dai militari operanti hanno consentito di intercettare e controllare alcuni degli acquirenti subito dopo l’acquisto dello stupefacente. In particolare, due tossicodipendenti della zona sono stati fermati e trovati in possesso, rispettivamente, di una dose di 0,2 grammi di cocaina e di 0,55 grammi di crack. A entrambi gli assuntori è stata immediatamente contestata la violazione amministrativa, con la conseguente segnalazione alla Prefettura di Frosinone ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90.

Accertata l’attività illecita, i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione. Questa era dotata di un sofisticato impianto di videosorveglianza esterno, con telecamere e monitor interni utilizzati per controllare i movimenti delle forze dell’ordine. All’interno, i Carabinieri hanno identificato tre dei soggetti seduti attorno a un tavolo adibito a vero e proprio laboratorio per la cottura e il confezionamento dello stupefacente. Alla vista dei militari, i due cittadini albanesi hanno tentato di sottrarsi all’arresto fuggendo a piedi scalzi lungo il greto del fiume Cosa, ma sono stati prontamente inseguiti, localizzati e bloccati.

Nel corso della successiva perquisizione, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato:

un barattolo in vetro contenente una poltiglia liquida di cocaina (destinata alla produzione di crack) dal peso complessivo lordo di circa 350 grammi;
circa 8 grammi di cocaina recuperati a terra nell’immediatezza dell’irruzione;
un fornelletto a gas da campeggio con fiamma ancora attiva, utilizzato per cuocere lo stupefacente;
tre coltelli da cucina intrisi di droga;
un borsello contenente una palla di cocaina di circa 58 grammi, circa 8 grammi di crack e 6 grammi di cocaina già confezionati in dosi.

Sono stati inoltre sequestrati tre telefoni cellulari, l’intero impianto di videosorveglianza, agende e quaderni contenenti la contabilità manoscritta dello spaccio, nonché la somma in contanti di 1.765 euro, suddivisa in banconote di vario taglio e ritenuta provento dell’attività illecita. La perquisizione, estesa alle vetture in uso, ha consentito di rinvenire all’interno di una Mercedes un’ulteriore agenda con annotazioni riferibili alla medesima attività di spaccio.

In aggiunta alle gravi contestazioni in materia di stupefacenti e alla resistenza opposta, i due cittadini albanesi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per le accertate violazioni della legislazione sull’immigrazione. In particolare, a carico del 30enne è scattato il deferimento in stato di arresto per la violazione dell’articolo 13, comma 13 del D.Lgs. 286/1998, in quanto rientrato abusivamente nel territorio nazionale dopo essere stato già espulso con provvedimenti formali per ben due volte (rispettivamente nell’ottobre del 2023 e nel giugno del 2026). Al 22enne, invece, è stato contestato il reato di immigrazione clandestina ai sensi dell’articolo 10-bis del medesimo decreto legislativo, poiché risultato privo di permesso di soggiorno o di altro titolo autorizzativo, sebbene già noto per precedenti segnalazioni correlate al consumo di stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, i quattro soggetti sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Frosinone, come disposto dalla competente A.G. di Frosinone.