Cassino – Palazzina esplosa, recupero beni e operazioni di messa in sicurezza

Le operazioni di recupero dei beni sono andate avanti anche in mattinata: gli inquilini della palazzina in cui lunedì mattina si è verificata l’esplosione sono rientrati accompagnati dai Vigili del Fuoco per prendere le loro cose prima che scattasse il sequestro dell’intero immobile. Intanto i pompieri hanno lavorato a lungo per terminare le operazioni di messa in sicurezza dello stabile parzialmente crollato, dopo la tragedia avvenuta al primo piano, che ha causato il cedimento del tetto e il ferimento grave della coppia che lo abitava.

Nel pomeriggio di lunedì il sindaco Enzo Salera aveva firmato l’ordinanza che dichiara inagibile l’intero edificio, a causa del crollo parziale ed anche dei cumuli di macerie sparsi nell’area circostante: c’è inoltre anche il rischio di altri crolli. Il palazzo era stato già evacuato nell’immediatezza dell’esplosione, con le famiglie che lo abitano che hanno trovato ospitalità altrove, soprattutto a casa di parenti.

L’edificio resterà inagibile fino a quando non saranno effettuati tutti i lavori che ne garantiscano la piena sicurezza.

Intanto il magistrato del tribunale di Cassino ha disposto il sequestro per consentire tutti i rilievi necessari a stabilire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. L’ipotesi più probabile è quella di una fuga di gas che ha fatto saltare in aria l’appartamento quando la coppia che lo abitava si è svegliata: forse una luce o un fornello.

Restano intanto gravi le condizioni dei due ustionati: l’infermiere di 54 anni e la Oss di 40, di origini campane, che lavorano all’ospedale santa Scolastica. Hanno riportato ferite su gran parte del corpo, lunedì mattina sono stati intubati e trasferiti al Sant’Eugenio di Roma. al momento dello scoppio due dei tre appartamenti vicini erano vuoti, mentre è illesa l’unica persona presente in quel momento, ma è sotto choc.