Tutti i suoi risparmi prosciugati, quelli accumulati con tanti sacrifici, il senso di vergogna che prevale, per non aver capito che si trattava di un inganno, per essere caduta nella trappola ingenuamente. Avrà pensato questo la giovane donna di Frosinone che ha tentato il suicidio dopo aver scoperto di essere stata vittima di una truffa informatica.
Appena ha compreso il raggiro è stata colta dalla disperazione ed ha chiamato il 112 dicendo che si sarebbe lanciata dalla finestra del proprio appartamento, ma prima voleva spiegare il perché.
Determinante è stato l’intervento dell’operatore della Centrale Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Anagni che ha gestito la chiamata. Con grande sensibilità ma anche fermezza, il militare ha mantenuto un costante e delicato contatto telefonico con la donna per dieci lunghissimi minuti. Contestualmente, senza mai interrompere la chiamata, il militare ha coordinato e guidato con precisione la pattuglia della Sezione Radiomobile verso l’abitazione della vittima. È riuscita nel frattempo a calmare la donna, instaurando con lei un rapporto di fiducia, convincendola ad aprire la porta ai soccorsi che intanto erano arrivati sul posto. Il 118 l’ha subito presa in cura e accompagnata in ospedale per il supporto necessario.
Una vicenda che indica quanto i truffatori creino nelle vittime un senso di inadeguatezza, che può portare anche a gesti estremi. Stavolta per fortuna è finita in un altro modo. E l’invito resta sempre lo stesso: non fidarsi e in caso di subbi chiamare il 112.





