Cassino – Stellantis, produzione in calo del 37,1% nei primi 9 mesi. Fim-Cisl: “Situazione insostenibile”

Cresce la produzione di Stellantis in Italia, ma non a Cassino. Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo ha costruito nel Paese oltre 340mila veicoli, il 28 per cento in più dello stesso periodo del 2025, anno nero per l’automotive. Lo dice il sindacato Fim-Cisl, che però avverte: gli obiettivi dichiarati ai tavoli ministeriali restano lontani.

E tra tutti gli stabilimenti che assemblano auto, Cassino è l’unico a segnare il passo. Da gennaio a settembre dalle linee del Basso Lazio sono uscite 8.897 vetture, il 37,1 per cento in meno rispetto all’anno scorso. Di queste, 5.227 sono Alfa Romeo Giulia e Stelvio, 3.670 Maserati Grecale. Per capire il crollo basta guardare indietro: nel 2019, nello stesso periodo, le auto prodotte erano oltre 41mila.

Il 2025 si è chiuso sotto quota ventimila, e per quest’anno le stime parlano di circa dodicimila unità. Nello stabilimento lavorano circa 2.120 persone, ma la fabbrica gira poco più di cinque o sei giorni al mese. Nei nove mesi sono state lavorate appena 56 giornate, con circa 1.400 operai presenti. Più di cinquecento sono coinvolti dai contratti di solidarietà, e le fermate collettive sono arrivate a 118 giornate. Una situazione che, avverte il sindacato, non è più sostenibile, né per i lavoratori né per l’indotto.

Dal piano industriale di Stellantis arrivano alcune conferme: Giulia e Stelvio resteranno in produzione per tutto il 2027 con una serie speciale, e sempre nel 2027 partirà la nuova Grecale. Ma le decisioni sul futuro di Cassino sono state rinviate a fine anno, con trattative in corso per trovare un partner. Per il sindacato questo ennesimo rinvio è un problema: tra l’annuncio di un nuovo modello e l’avvio della produzione passano dai 18 ai 24 mesi.

Il prossimo confronto con l’azienda è fissato per il 15 ottobre.