Campoli Appennino – Ritrovamento arsenale, concluse le operazioni di brillamento degli ordigni piu’ pericolosi

In data 27 settembre 2026, a seguito di un principio d’incendio sviluppatosi all’interno di un locale adibito a garage in via Guglielmo Marconi a Campoli Appennino (FR), sono intervenuti i Carabinieri della Stazione e della Compagnia di Sora unitamente al personale del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Sora. L’ispezione dei luoghi, nella disponibilità dell’arrestato, ha permesso di rinvenire numerosi ordigni bellici inesplosi, tra cui bombe da mortaio di vario calibro risalenti al secondo conflitto mondiale, materiale esplodente e polvere pirica. A causa della grave situazione di pericolo per l’incolumità pubblica, l’area interessata è stata tempestivamente sgomberata e posta in sicurezza, ed è stata disposta con ordinanza sindacale l’evacuazione cautelare di circa 80 residenti situati nel raggio di 150 metri. L’eccezionale gravità e pericolosità del materiale rinvenuto ha richiesto l’immediata attivazione della Procura della Repubblica di Cassino per i profili di polizia giudiziaria ed investigativa. Sotto la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, il Pubblico Ministero di turno ha guidato ed indirizzato le tempestive attività investigative delegate alla Compagnia Carabinieri di Sora. Le perquisizioni di polizia giudiziaria sono state estese dall’originario locale garage all’abitazione dell’indagato in via Borgo San Giacomo ed a un rudere in località “Carpello/Treo”. L’azione investigativa ha consentito di porre sotto sequestro un ingentissimo ed articolato arsenale composto da un imponente quantitativo di ordigni bellici risalenti al secondo conflitto mondiale (bombe da mortaio italiane, tedesche, inglesi e statunitensi, granate, proiettili d’artiglieria e mine antiuomo), diversi chilogrammi di tritolo in scaglie, detonatori ed artifizi pirotecnici per un totale di oltre 1000 pezzi.

A seguito dell’arresto in flagranza ,condiviso dalla Procura della Repubblica nella serata del 27 settembre 2026, in data 1° ottobre 2026 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica, ha convalidato l’atto ed applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. All’indagato sono contestati i reati di detenzione illegale di armi da guerra ed esplosivi (artt. 1 e 2 L. 895/1967), omessa denuncia di materiale esplodente (art. 678 c.p.) e detenzione abusiva di munizioni (art. 697 c.p.). Le complesse operazioni di bonifica, catalogazione e messa in sicurezza sono state condotte con il supporto degli Artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano di Roma-Cecchignola e della Squadra Artificieri Antisabotaggio dei Carabinieri di Roma. A fronte dell’elevata instabilità e pericolosità di parte del materiale rinvenuto, previo nulla osta di questa Autorità Giudiziaria, il personale specializzato ha proceduto al brillamento controllato degli ordigni più pericolosi presso una cava situata nel Comune di Pescosolido.