La sua carriera è cambiata in una calda domenica di metà agosto. Da quel giorno a Monza e’ iniziata la parabola ascendente di Lorenzo Palmisani. 21 anni di Alatri, con il bel vizio di parare i rigori.
Ad inizio stagione l’estremo difensore sembrava destinato a fare il secondo ad Alain Sherri.
Ma proprio il brutto infortunio del collega albanese in Coppa Italia gli ha aperto le porte, prima del Frosinone, poi anche della Nazionale Under 21. Il Frosinone ad inizio anno si è fidato di lui non tornando sul mercato e Palmisani questa fiducia l’ha ripagata.
32 presenze in campionato, una in Coppa. 2887 minuti sul campo a difendere la porta giallazzurra. Tre i rigori parati in questa stagione. Il primo a Yeboah a Venezia, a ottobre. Il secondo a Sphendi a Cesena e il terzo a Casiraghi nel match di Bolzano contro il Sudtirol. Quattro i penalty neutralizzati anche con la formazione Primavera del Frosinone. Per dieci volte in questa stagione la sua porta è stata immacolata. Anche grazie alle sue parate. Parate che ad ottobre gli sono valse la prima convocazione nella nazionale Under 21. Cinque le presenze totali, l’ultima martedì conto la Macedonia del Nord. Il ragazzo di Alatri insegue la qualificazione agli Europei di categoria insieme a Raimondo Fini e Calvani e – contemporaneamente – un obiettivo che ad inizio stagione forse poteva sognare. Con la maglia del Frosinone.
Lui, così come Gabriele Bracaglia, rappresenta l’anima ciociara di questa squadra. Il legame tra la squadra e il territorio. Con le sue prestazioni ha attirato subito l’interesse di tanti. Ora sta a lui proseguire questa ascesa iniziata quel 17 agosto dello scorso anno. Sta anche a lui – insieme ai compagni – provare a realizzare qualcosa che da queste parti in Ciociaria già si conosce ma che si vorrebbe rivivere un’altra volta.






