Sangue e violenza nella serata di mercoledì all’interno della Casa circondariale di Frosinone.
Intorno alle 22, tre detenuti hanno dato vita a una folle protesta all’interno dell’infermeria centrale, aggredendo personale sanitario e agenti della Polizia Penitenziaria e distruggendo preziosa attrezzatura medica.
Secondo quanto reso noto dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), i tre detenuti si erano recati in infermeria perché uno di loro accusava un grave malore, tanto da non riuscire a reggersi in piedi, sorretto dagli altri due. Non avendo ottenuto ulteriori farmaci rispetto a quelli già prescritti dal medico di turno, i detenuti sono andati in escandescenza, scatenando una violenta aggressione.
In evidente stato di alterazione psico-fisica, presumibilmente dovuta all’assunzione di farmaci e alcol, i tre hanno spintonato il medico di turno e colpito con pugni e calci gli agenti intervenuti per riportare la calma. Nel corso dei disordini sono stati danneggiati in modo irreparabile una macchina per l’elettrocardiogramma e un computer collegato a un ecografo. Tre agenti della Polizia Penitenziaria hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche.
A seguito dell’accaduto, i detenuti sono stati trasferiti separatamente al Pronto Soccorso dell’ospedale di Frosinone a causa del loro stato di alterazione. Anche lì, uno di loro ha continuato a manifestare comportamenti aggressivi, protestando per il divieto di fumare mentre era sottoposto a flebo endovenosa. Solo l’intervento della Polizia Penitenziaria ha evitato ulteriori episodi di violenza.
Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE per il Lazio, punta il dito contro la cronica carenza di organico: «Il principale elemento critico è l’esiguo numero di personale presente nei turni serali e notturni, una condizione ormai strutturale negli istituti del Lazio che limita la capacità di risposta alle emergenze e mette a rischio la sicurezza degli operatori». Sul tema è intervenuto anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che chiede un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. «Il carcere di Frosinone non può diventare un centro di smistamento per i detenuti ingestibili d’Italia. Servono risposte concrete e immediate per garantire la sicurezza di chi ogni giorno indossa l’uniforme della Polizia Penitenziaria».





