E’ un bilancio preoccupante quello reso noto dai Carabinieri Forestali di Frosinone al termine di una vasta operazione di controllo sugli autolavaggi dell’intera Ciociaria. Su 16 impianti ispezionati, la metà sono risultati non in regola con le normative vigenti a tutela dell’ambiente. Le irregolarità spaziano dallo scarico abusivo di reflui inquinanti alla gestione illecita dei fanghi di depurazione.
L’episodio di maggior rilievo è stato registrato dai militari del N.I.P.A.A.F. nel comune di Patrica, all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) del bacino del fiume Sacco, un’area già compromessa dal punto di vista ecologico. E’ stato scoperto, infatti, un autolavaggio che operava su una superficie sprovvista di sistemi di raccolta delle acque reflue: l’acqua contaminata da saponi e idrocarburi finiva per filtrare direttamente nel suolo attraverso le fessure della pavimentazione. L’area sprovvista di griglie è stata sequestrata e il gestore denunciato per scarico illecito di reflui industriali.
Nei comuni limitrofi al capoluogo, il Nucleo di Frosinone ha sanzionato due attività. Nel primo caso, i fanghi tossici residui del filtraggio venivano lasciati a marcire in maniera incontrollata nei serbatoi, ben oltre i tempi massimi consentiti dalla legge. Nel secondo caso, le acque industriali venivano scaricate direttamente sul suolo senza alcun passaggio nei depuratori. Per entrambi è scattata la denuncia, accompagnata dal sequestro parziale degli impianti.
I Nuclei di Fiuggi e Atina hanno denunciato due gestori per una doppia violazione: scarico di acque reflue in totale assenza di autorizzazione e stoccaggio illecito dei fanghi residui nelle vasche. In entrambi gli scenari, l’impianto di depurazione e i relativi scarichi sono stati messi sotto sigillo.
A Sora, i Carabinieri hanno apposto i sigilli a un intero autolavaggio che operava scaricando i reflui senza alcuna autorizzazione ambientale. A Pontecorvo, infine, i Carabinieri hanno denunciato il titolare di cui impianto sprovvisto dei sistemi di trattamento delle acque meteoriche. L’area era stata trasformata in una micro-discarica accumulando taniche di detergenti chimici esauste, spugne e panni usurati.






