Lazio – Referendum: Roma traina il ‘NO’. Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti votano ‘Si’. La mappa

Nel Lazio il responso delle urne è netto: il “No” si impone con il 54,6%, in linea con il dato nazionale dove la riforma costituzionale sulla giustizia viene bocciata con il 54%. A pesare sul risultato regionale è soprattutto il voto di Roma e della sua provincia, dove il “No” prevale in modo deciso, ribaltando l’orientamento delle altre aree del Lazio.

Nelle province di Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina, infatti, si afferma invece il “Sì”.

A vincere è anche la partecipazione: l’affluenza in Italia si attesta al 58,9%, mentre nel Lazio schizza al 61,7%, segno di un forte coinvolgimento degli elettori su un tema centrale come la giustizia.

Spostando lo sguardo sulla provincia di Frosinone, il quadro cambia completamente. Qui il “Sì” passa con il 52% contro il 47% del “No”, con un’affluenza che sfiora il 58%. Un risultato che ribalta il dato regionale e conferma una partecipazione significativa.

Partendo dai centri più grandi, il “Sì” si afferma nel capoluogo Frosinone con il 53%. Stesso orientamento anche a Sora, dove supera il 54%, e in maniera ancora più netta a Veroli e Alatri, entrambe sopra il 56%. Segnale positivo anche da Ferentino e Anagni.

Diversa invece la situazione a Cassino, dove il “No” prevale con oltre il 52%, e a Ceccano, dove il distacco arriva a circa 9 punti percentuali. Il “No” vince anche ad Arce, Coreno Ausonio e Ausonia.

Guardando ai comuni più piccoli, il fronte del “Sì” risulta ampio e diffuso. Si vota a favore della riforma a Piedimonte San Germano con il 51,9% e a Colfelice con il 54%, ma anche a Rocca d’Arce, Strangolagalli, Pastena, San Giovanni Incarico e Falvaterra. Consensi anche a Picinisco, Settefrati e Vallerotonda, dove il “Sì” si conferma particolarmente forte.

Il “Sì” prevale inoltre in numerosi centri della Valle di Comino e del cassinate: tra questi Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Vallemaio, Isola del Liri, Arpino, Casalvieri, Alvito e Posta Fibreno.

Sul fronte opposto, il “No” si impone in diversi comuni: oltre a Cassino e Ceccano, prevale a Castro dei Volsci e Aquino, ma anche a Sgurgola e Paliano. Risultati netti ad Acuto, dove il “No” tocca il 60% con affluenza molto alta, e a Villa Santa Lucia, con uno scarto superiore ai 13 punti.

Tra i casi più significativi, spicca San Donato Val di Comino, dove il “No” raggiunge il 62,4%, segnando il divario più ampio. Non mancano poi i comuni in equilibrio: Ceprano, Fiuggi e la stessa Anagni registrano scarti minimi a favore del “Sì”, mentre Roccasecca è praticamente in parità, con il “No” avanti di appena lo 0,2%.

Da segnalare anche il dato delle aree montane, dove il consenso per il “Sì” è particolarmente forte: Vallerotonda supera il 63%, uno dei valori più alti dell’intera provincia.

Infine, lo sguardo al pontino: anche la provincia di Latina premia il “Sì” con il 53,9%, ma con alcune eccezioni. Il “No” prevale infatti sul litorale, a Formia, Gaeta e Itri, e in centri come Aprilia, Cori, Norma e Maenza.

Nel complesso emerge una mappa elettorale divisa: il Lazio boccia la riforma sotto il peso di Roma e della sua provincia, ma il basso Lazio – tra Frosinone e Latina – mostra un orientamento diverso, con un “Sì” diffuso e radicato sul territorio.