Piedimonte S.G. – Crisi Stellantis: lo stabilimento resta industriale, tavoli su ammortizzatori sociali e futuro dell’indotto

Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano non sarà ceduto né smembrato. Venerdì subito un tavolo interregionale sull’automotive, poi quello dedicato all’attuazione degli ammortizzatori sociali per le aziende dell’indotto in scadenza.

L’incontro in Regione Lazio, convocato su richiesta dei sindacati, è stato valutato positivamente per gli impegni assunti ma resta la preoccupazione per il progressivo ridimensionamento del sito cassinate. Nel primo trimestre del 2026 lo stabilimento ha registrato appena 17 giorni di lavoro e la produzione di 2.500 vetture.

Un confronto alla presenza della vicepresidente e Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, e dell’assessore regionale al Lavoro, Alessandro Calvi, che convocherà a breve le aziende dell’indotto Logitech, Teknoservice e Trasnova per scongiurare l’avvio delle procedure di licenziamento previste dal 30 aprile.

Per Gennaro D’Avino, segretario Uilm Frosinone, diversi i lavoratori che «potrebbero essere ricollocati su altri appalti o dove è prevista la presenza di ammortizzati sociali».

La Cisl Lazio, attraverso il segretario Enrico Coppotelli, resta in attesa del piano industriale previsto per il 21 maggio, esortando la Regione a farsi interlocutore con il Governo. Inoltre, lancia l’idea di una grande vertenza europea per ottenere misure straordinarie di sostegno alla transizione.

Si riparte da una certezza: lo stabilimento cassinate non sarà ceduto né parcellizzato in lotti. La conferma è arrivata dal commissario del consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, e ha assicurato che «non autorizzerà altre destinazioni del sito che non siano industriali, come previsto dalle norme».