La dirigente scolastica dell’Istituto Pacinotti di Fondi ha ricevuto la disciplinare di tre giorni di sospensione dal servizio a conclusione del procedimento avviato nei suoi confronti dopo il suicidio di un alunno della sua scuola, il giovane Paolo Mendico, avvenuto il giorno precedente all’inizio delle lezioni. A renderlo noto è la Federazione lavoratori della conoscenza CGIL in un comunicato stampa diramato in mattinata.
“Un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità”. A dirlo è Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici FLC CGIL che parla di ‘un carattere tutto politico di un’operazione che assume come causa certa del suicidio il bullismo che la scuola, anzi la dirigente , non sarebbe stata in grado di riconoscere e perseguire”.
Tutt’altre considerazioni invece emergono dall’analisi dei quaderni e del diario di Paolo Mendico
La famiglia ha affidato gli scritti alla psicologa e grafologa forense Marisa Aloia, che sta conducendo quella che definisce una vera e propria “autopsia psicologica”. Dalle pagine del diario emergono segni di profonda sofferenza, solitudine e frustrazione, con racconti di umiliazioni scolastiche e difficoltà emotive.
L’inchiesta per istigazione al suicidio è ancora in corso. Il diario potrebbe offrire chiavi importanti per comprendere il vissuto del giovane e i segnali di disagio che, secondo gli investigatori e la famiglia, non sarebbero stati adeguatamente colti e gestiti.





