Minturno – Sorelle scomparse. Il Procuratore di Sulmona: ‘Avevo necessità di risentire il fidanzato, nessun indagato’

“Non ci sono indagati. Avevo necessità di risentire il ragazzo”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, uscendo dalla stazione dei carabinieri di Villetta Barrea (L’Aquila), dove è arrivato in giornata, dopo aver ascoltato, di nuovo, Youssef, il fidanzato di Alisya, la 16enne scomparsa, insieme alla sorella dodicenne Sarah, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e 7 giugno scorsi. “Abbiamo fatto verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia. Avevo necessità di risentire questa persona – ha precisato il procuratore parlando del giovane – e di sentirne altre, della comunità, ospiti ed educatori. Questo significa solo che stiamo lavorando”. Sono stati sentiti anche due amici di Youssef che vivono con lui da quando ha lasciato la casa famiglia. Il procuratore ha sottolineato che sono stati ascoltati tutti “come persone informate dei fatti”.

“Per quanto riguarda le auto, vorrei precisare che quella notte, in un orario compatibile con la scomparsa, le telecamere ne hanno inquadrate 3 e non 300”. Lo ha precisato il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo, che sta indagando sulla scomparsa delle sorelle Alisya e Sarah, di 16 e 12 anni, allontanate tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia “Ofh Hope” di Civitella Alfedena sui cui titolari pende un fascicolo per abbandono di minore. Oggi il magistrato ha effettuato sopralluoghi sul territorio, recandosi prima a Civitella Alfedena e successivamente a Villetta Barrea, nell’ambito delle verifiche e degli interrogatori finalizzati alla ricostruzione degli ultimi movimenti delle due minorenni. Il procuratore ha effettuato un sopralluogo anche nel bar dove l’ultima volta si sono intrattenute le ragazze prima di svanire nel nulla. L’attività rientra nel più ampio lavoro di raccolta elementi e riscontri investigativi sul territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, dove gli inquirenti stanno cercando di delineare la dinamica dell’allontanamento. Per quanto riguarda le auto della notte della sparizione, le indagini si concentrano sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Ma, come ha precisato il procuratore, le immagini disponibili sono di difficile interpretazione: la scarsa illuminazione e la qualità delle riprese non consentono l’identificazione delle targhe dei veicoli ripresi nella fascia oraria compatibile con la fuga delle ragazzine. Al momento, l’unico elemento materiale rinvenuto dagli investigatori resta un fermaglio per capelli attribuito alla sorella più piccola, ma che secondo il padre non è della figlia.