Scatta il conto alla rovescia per una delle principali scadenze fiscali dell’anno. Entro il 30 giugno le imprese italiane dovranno versare all’erario quasi 23 miliardi di euro tra Ires, Irap e Irpef. Un impegno economico particolarmente gravoso, soprattutto in una fase in cui molte aziende devono fare i conti con una liquidità sempre più ridotta.
A fotografare la situazione è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che accende i riflettori anche sul fenomeno dell’evasione fiscale. Il Lazio si colloca al secondo posto in Italia per valore assoluto delle imposte sottratte al fisco: il tax gap stimato supera infatti i 12 miliardi di euro l’anno. Peggio fa soltanto la Lombardia con oltre 17 miliardi, mentre al terzo posto c’è la Campania con quasi 10 miliardi.
Diverso il quadro se si guarda alla propensione all’evasione. In questo caso il Lazio presenta un dato del 12,1 per cento, in linea con la media nazionale, mentre le percentuali più elevate si registrano in Calabria, Puglia e Sicilia.
Sul fronte del contrasto all’illegalità fiscale arrivano però anche segnali incoraggianti. Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno recuperato complessivamente 36,2 miliardi di euro, il risultato più alto mai registrato. Un traguardo raggiunto grazie all’incrocio delle banche dati, alla fatturazione elettronica e agli strumenti digitali che hanno reso più efficace l’attività di controllo.
Secondo la CGIA, l’obiettivo ora è proseguire su questa strada, concentrando i controlli sulle situazioni realmente a rischio e alleggerendo gli adempimenti per imprese e contribuenti che rispettano le regole.






